Asta Bot annuali, rendimenti in calo. Ma sale ancora il debito pubblico

Collocati con successo 7,5 miliardi di titoli a breve termine dal Tesoro con tassi in diminuzione. Ma ad allarmare gli investitori è il debito statale che tocca nuovi record

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Collocati con successo 7,5 miliardi di titoli a breve termine dal Tesoro con tassi in diminuzione. Ma ad allarmare gli investitori è il debito statale che tocca nuovi record

Tornano in asta i Bot annuali. Non c’era tempistica peggiore per inaugurare la tornata di emissioni dei titoli di stato italiani che quella odierna in un clima ferragostano caratterizzato dal nuovo record per il debito pubblico.  A giugno ha raggiunto i 2.075 miliardi di euro. Il dato è tratto dal supplemento di Bankitalia “Finanza pubblica, fabbisogno e debito”. La Banca centrale fa tuttavia notare che l’aumento è stato di “soli 0,6 miliardi rispetto al mese precedente”. Sono però in crescita anche le entrate tributarie: 46,3 miliardi, il 21,5% in più rispetto al giugno 2012. Aumentano infine le disponibilità liquide del Tesoro:76,3 mld contro 46,1 un anno fa. Il debito pubblico italiano è destinato a salire ancora, anche perché – secondo quanto riferisce la stampa tedesca – la Grecia avrà bisogno di un ulteriore salvataggio dai partner Ue entro l’inizio del 2014 e quindi serviranno altri impegni finanziari anche da parte dell’Italia.

 

 

 Asta Bot annuali in dettaglio, spread in calo 

 Ma torniamo ai Bot. Come riferisce Finanza.com,  il Tesoro italiano ha collocato oggi Bot annuali per 7,5 miliardi di euro. La prima asta di agosto ha visto l’allocazione dei titoli di Stato a 12 mesi al rendimento medio dell’1,053% che si confronta con l’1,078%% fatto segnare nell’asta di titoli di analoga durata tenuta lo scorso mese e che rappresentava il livello più alto da marzo. Si mantiene sostanzialmente stabile la domanda con le richieste che hanno superato il quantitativo offerto di 1,49 volte rispetto al bid-to-cover di 1,56 fatto registrare nell’asta di luglio quando però furono allocati anche Bot flessibili a 160 giorni per 2,5 mld di euro oltre a Bot annuali per 7 mld.

 

 

Chiusi 20.000 sportelli bancari da inizio crisi

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Dall’inizio della crisi, nel 2008, in Europa sono stati chiusi 20mila sportelli bancari.

Lo calcola un’analisi dell’agenzia di informazione Reuters a partire dai dati della Banca Centrale Europea. Solo nel 2012 le filiali hanno ridotto i propri sportelli di 5.500 unità nel Vecchio Continente. Obiettivo essenziale di questa strategia sta nel tentativo di ridurre i costi operativi e di migliorare gli utili ridimensionati ad opera della crisi. A questo si aggiunge la diffusione di operazioni “on line” e il numero crescente di utenti telefonici. Ma non è solo una questione di riduzione di costi operativi per le banche, ma anche di un cambiamento di mentalità che vede ormai i cittadini rivolgersi sempre meno allo sportello bancario preferendo piuttosto il canale internet o l’operatore a distanza disponibile 24 ore su 24. Si chiama sportello virtuale. la scelta è ancora minima, ma pian piano anche gli istituti di credito italiani stanno inaugurando i loro sportelli su Internet. Il Web, sinora considerato poco più di una vetrina utile a dare informazioni generali e presentare i servizi, lentamente si sta trasformando in uno strumento indispensabile per dialogare con la clientela. Il target a cui gli istituti di credito attivi su Internet si rivolge è quello del mondo imprenditoriale. Per un’azienda avere lo sportello bancario a portata di video è un vantaggio enorme.

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