Asta Bot annuali positiva, ma i titoli a 3 mesi non li vuole più nessuno

Assegnati dal Tesoro 8,5 miliardi di nuovi titoli annuali con tassi al 0,86%. Annullata l’assegnazione di 3 miliardi a tre mesi. Dopo 13 mesi di governo Monti, esplode la disoccupazione in Italia

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Assegnati dal Tesoro 8,5 miliardi di nuovi titoli annuali con tassi al 0,86%. Annullata l’assegnazione di 3 miliardi a tre mesi. Dopo 13 mesi di governo Monti, esplode la disoccupazione in Italia

Calano ancora i tassi sui Bot. Nella prima asta pubblica indetta dal Ministero dell’Economia e delle Finanze del 2013 per rinnovare 8,5 miliardi di euro di Bot a 12 mesi in scadenza il prossimo 14 gennaio, sono stati assegnati titoli equivalenti con tassi in calo. Grazie al ritrovato clima di fiducia nei mercati europei e agli acquisti da parte di investitori internazionali del debito pubblico italiano, lo Stato è riuscito a rifinanziarsi a costi più bassi offrendo un tasso d’interesse medio lordo pari allo 0,864%, in ribasso rispetto alla precedente emissione a 12 mesi. Non solo, l’asta spagnola di poche ore prima per oltre 5 miliardi di bonos ha ridato smalto anche alle disastrate casse di Madrid incoraggiando gli investitori a ri considerare meglio i debiti degli stati periferici dell’Europa. Da notare che la domanda di Bot è lievitata fino a 1,8 volte l’ammontare richiesto alla vigilia poiché, per motivate esigenze di cassa – spiega una nota del Ministero – non sono stati rifinanziati 3 miliardi di Bot trimestrali in scadenza insieme a quelli annuali. Le richieste sono state interamente coperte dagli operatori italiani (banche) per circa 15 miliardi di euro, mentre dall’estero non sono giunte particolari domande per questo tipo di titoli di stato a breve scadenza preferendo gli investitori i titoli a scadenza più lunga.

 

I Bot trimestrali non li vuole più nessuno. Tutta colpa delle imposte sul risparmio

 

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Tutto bene? Non proprio – commentano a caldo i traders – dato che è già la seconda volta in due mesi che il Tesoro annulla l’asta dei Bot a 3 mesi. Questo significa essenzialmente che il Tesoro non riesce più a collocare titoli a breve scadenza perché nessuno li vorrebbe ai tassi attuali e sarà costretto a spostare l’offerta su “duration” più lunghe attingendo al contempo alle disponibilità di cassa presso la tesoreria centrale.

I Bot corti, infatti, vengono normalmente utilizzati dallo Stato per coprire spese immediate e inderogabili, quali gli stipendi dei pubblici dipendenti e mancando la liquidità necessaria, lo Stato deve andare ad approvvigionarsi per altre vie creando altro debito a costi maggiori. I tassi offerti dai Bot ormai risultano ampiamente negativi a fronte della tassazione sul risparmio introdotta dal governo Monti – osserva Roberto Benetti, analista di del gruppo Allianz – e non offrono più quell’appeal che solo sei mesi fa poteva attirare gli investitori retail italiani. Del resto, a parità di tipologia d’investimento, i fondi preferiscono, a questo punto, andare sui Btp allungando magari le scadenze di qualche anno, essendo poi obbligati a rendere conto ai loro clienti finali dei risultati ottenuti. Un fattore positivo, d’altro canto, quello dei tassi bassi perché permette allo Stato di spendere meno per fare cassa, ma che mal si concilia con il costo della vita sempre più caro (inflazione al 3%) e tasse sul risparmio in aumento fra imposte di bollo deposito titoli (+50%) e commissioni bancarie. In passato lo stesso fenomeno era ampiamente compensato dall’assenza di imposte sul risparmio e da un basso tasso d’inflazione e poteva reggere, ma ora i rendimenti risultano ampiamente negativi.

 

Crisi economica Italia: disoccupazione a livelli record, complimenti al governo del professor Monti

 

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Intanto, sul fronte dei dati statistici, le entrate tributarie continuano ad aumentare e nei primi undici mesi del 2012 si sono attestate a quota 378 miliardi di euro, in crescita di 13,8 miliardi (+3,8%) rispetto allo stesso periodo del 2011. Lo ha comunicato il dipartimento delle Finanze del ministero dell’Economia. Le entrate a gennaio-novembre 2012 sono aumentate per effetto dell’aumento sia delle imposte dirette (+4,8%) sia di quelle indirette (+2,6%), ciò nonostante il debito pubblico è continuato a salire sfondando i 2mila miliardi di euro. Ma il dato più allarmante è arrivato dal fronte occupazionale che ha messo a nudo il totale fallimento della politica italiana in 13 mesi di governo Monti. Il tasso di disoccupazione è salito all’11,1% su base annua, il massimo dal lontano 2004, mentre il tasso di disoccupazione giovanile, 15-24 anni, a novembre è stato pari al 37,1%, un record assoluto di cui c’è solo da vergognarsi per come la politica non abbia minimamente tenuto conto degli interessi delle future generazioni di questo paese. Il tasso di disoccupazione giovanile – come rilevato dall’Istat – è ai massimi delle serie mensili e trimestrali, cominciate nel 4° trimestre ’92. I disoccupati complessivi invece sono pari a 2.870.000 e registrano un lieve calo solo rispetto al mese di ottobre (-2.000), mentre gli occupati calano sul mese dello 0,2% (-42mila).

La diminuzione della disoccupazione riguarda la sola componente femminile, per contro il tasso di occupazione maschile scende a novembre al 66,3%,il livello più basso dal ’92.

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