Asta Bot a un anno: rendimento dimezzato

Il Tesoro ha collocato buoni ordinari per 12 miliardi di euro offrendo un rendimento del 2,73% a un anno. Bene anche la Spagna che raddoppia l’offerta sui bonos. Resta alto lo spread a 470 punti e Fitch potrebbe tagliare il rating all’Italia

di , pubblicato il
Il Tesoro ha collocato buoni ordinari per 12 miliardi di euro offrendo un rendimento del 2,73% a un anno. Bene anche la Spagna che raddoppia l’offerta sui bonos. Resta alto lo spread a 470 punti e Fitch potrebbe tagliare il rating all’Italia

Prima asta pubblica dell’anno per il Ministero dell’Economia e delle Finanze. Un appuntamento importante che fa da apripista per il 2012 alle prossime corpose aste di titoli di stato per rifinanziare oltre 400 miliardi di debito pubblico in scadenza.

 

Asta Bot annuali e Bot 31 maggio 2012: risultati apprezzabili ma scontati

 

In mattinata sono stati collocati Bot a 1 anno per 8,5 miliardi di euro, più una tranche da 3,5 miliardi di euro di Bot con scadenza residua a 136 giorni, al 31 maggio 2012. Il rendimento offerto per i buoni annuali è stato del 2,735%, nettemente inferiore rispetto all’ultima asta indetta dal Tesoro a dicembre (5,925%). I rendimenti sono però risultati in linea con le attese della vigilia – commenta un operatore di Banca IMI – anche perché la BCE due settimane fa ha pompato quasi 500 miliardi di euro nel sistema bancario europeo proprio allo scopo di abbattere i rendimenti sulla parte breve della curva, quella che più interessa ai governi in questo momento. Ciò risulta tanto più evidente (quanto anomalo) se si va a vedere lo spread Btp Bund che è ancora alto, anche se è sceso per effetto dell’asta (intorno ai 470 punti base), anche se ciò non tanto per colpa dell’Italia, quanto a causa del continuo afflusso di capitali stranieri verso i titoli di stato tedeschi che ne fanno scendere i prezzi. Ieri Berlino ha infatti venduto 3,15 miliardi nell’asta di titoli a cinque anni, con un rendimento dello 0,9%, per la prima volta sceso sotto la soglia dell’1%, rispetto all’1,11% dell’asta precedente. Insomma, c’è ancora la tendenza a fidarsi poco dell’Italia – prosegue l’operatore – nonostante i grandi sforzi fatti finora dal governo Monti per riequilibrare i conti pubblici.

 

Rating Italia nel mirino di Fitch 

 

A mettere pressione al nostro paese nei giorni scorsi ci ha pensato anche l’agenzia di rating Fitch, la quale ha messo sotto osservazione il rating italiano dicendo che c’è una ”significativa possibilita”’che venga abbassato. Secondo David Riley, responsabile dei rating sovrani dell’agenzia statunitense, per rimuovere il premio di rendimento (dei titoli di Stato) dovuto alla crisi, ci vorrebbe una credibile rete di protezione che al momento non è disponibile, e questa è una seria preoccupazione con riguardo all’Italia. In altre parole, occorrerebbe che la Banca Centrale Europea comprasse in maniera massiccia i titoli di stato italiani riportando così i rendimenti a livelli più gestibili. Fitch mantiene un rating pari a ‘A+’ sul debito italiano, un gradino al di sopra di Moody’s (A2) e S&P (A). Non c’e’ solo l’Italia, tuttavia, nel mirino dell’agenzia di rating: altri Paesi europei potrebbero vedersi tagliare il merito di credito di uno o due gradini quando, questo mese, Fitch concluderà la sua revisione. Le sfide che l’Eurozona dovrà affrontare nel 2012 dal punto di vista economico e del credito sovrano, con l’indebitamento totale che dovrebbe attestarsi a circa 2.000 mld euro, sono sottolineate dal fatto che più della metà di questo debito sarà emessa da governi a rischio di declassamento del rating. (Rating Italia: Fitch verso downgrade)

 

Asta titoli di stato spagnoli: tassi in forte ribasso

 

Prima asta di “bonos” del 2012 anche per la Spagna. Il Tesoro è riuscito a collocare sul mercato titoli per quasi 10 miliardi di euro a fronte di un ammontare di 4-5 miliardi preventivati alla vigilia. La forte e inattesa domanda di titoli di stato spagnoli ha invogliato Madrid a offrire un quantitativo doppio di “bonos” facendo comunque registrare alla fine una domanda doppia da parte degli investitori. Un successo che si è fatto sentire anche sui rendimenti, crollati al 3,38% per la scadenza triennale offerta con un tasso fisso del 4%, rispetto al 5,18% dell’asta precedente.

Leggermente più alti, ma di poco, anche i rendimenti di altri due “bonos” a tasso fisso (3,25% e 4,25%) con scadenza 2016. Il risultato è sostanzialmente positivo – commenta Paolo Marchetti, analista di Banco Santander – alla luce anche dell’abbondante liquidità aggiuntiva immessa nel sistema dalla Bce con il finanziamento triennale di dicembre. Un fattore sicuramente incoraggiante, ma che non deve far dimenticare che lo scenario europeo è ancora dominato da una profonda crisi con il caso Grecia che rischia di pesare più del previsto sui conti delle banche spagnole più esposte. Sul mercato secondario, intanto, i bonos a due anni sono scesi sotto il 3% di rendimento confermando che nel breve periodo i conti dello Stato iberico sono sotto controllo.

Argomenti: