Asta Bot a un anno, calano i rendimenti

Rendimenti in ribasso al 2,7% per i titoli a breve del tesoro all’indomani del taglio del costo del denaro da parte della Bce. Rimane alto lo spread a causa dell’aumento del deficit/pil

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Rendimenti in ribasso al 2,7% per i titoli a breve del tesoro all’indomani del taglio del costo del denaro da parte della Bce. Rimane alto lo spread a causa dell’aumento del deficit/pil

 

Il calo dei rendimenti nell'asta odierna era scontato

Rendimento in ribasso per i titoli annuali. Il Tesoro ha messo in asta in mattinata Buoni Ordinari del Tesoro (Bot) per un controvalore pari a 7,5 miliardi di euro. Si tratta, nello specifico, dei Bot annuali 12 Luglio 2013, con scadenza a 361 giorni, a fronte della scadenza il 16 luglio prossimo di Bot per un controvalore pari a 10,42 miliardi di euro, di cui 7,42 miliardi di Bot annuali e 3 miliardi di euro di Buoni Ordinari del Tesoro con scadenza a tre mesi. Il rendimento offerto è stato pari al 2,697%, in deciso calo rispetto all’asta del mese scorso che aveva fatto registrare un rendimento pari al 3,97%. La domanda è stata pari a una volta e mezza l’ammontare richiesto. Un risultato in parte atteso dagli operatori bancari dopo che la Bce aveva tagliato la scorsa settimana il tasso di sconto di un quarto di punto e dopo la notizia del varo dei primi aiuti alla Spagna per 30 miliardi di euro. Lo spread Btp Bund in mattinata si è attestato intorno ai 450 punti base riflettendo più che altro le difficoltà dei conti pubblici italiani messi sotto pressione dai recenti dati diffusi dall’Istat.

 

Istat: non si ferma la spesa della pubblica amministrazione, nonostante i tagli

 

Secondo l’Istituto Nazionale di Statistica, nel primo trimestre 2012 l’indebitamento netto delle Amministrazioni pubbliche in rapporto 

Bot maggio 2013

al Pil (deficit/Pil) si è attestato all’8,0%, in peggioramento di un punto percentuale rispetto allo stesso periodo del 2011 (7,0%). Il saldo primario risulta negativo e pari a 11,471 miliardi. L’incidenza sul Pil e’ stata del -3,0 per cento. Negativo anche il saldo corrente (-21,952 miliardi) a fronte di un valore negativo di 17,120 miliardi nel primo trimestre 2011. Nel primo trimestre 2012, comunica l’Istat, le uscite totali sono aumentate, in termini tendenziali, dell’1,3%.

Le uscite correnti sono cresciute del 2,6%, mentre quelle in conto capitale sono diminuite del 19,9%. Le entrate totali nel primo trimestre del 2012 sono diminuite, in termini tendenziali, dell’1,0%. Le entrate correnti sono diminuite dello 0,2%. I risultati del primo trimestre 2012 hanno risentito, da un lato, dell’aumento della spesa per interessi dovuto alla salita nel corso del 2011 dei rendimenti sui titoli di Stato e, dall’altro, del calo delle entrate causato dall’andamento negativo dell’economia.

 

In ribasso anche i rendimenti degli altri paesi, ad eccezione della Spagna

Intanto a livello internazionale, la Francia ha collocato la settimana scorsa titoli governativi a media-lunga scadenza per complessivi 7,82 mld di euro. In particolare sono stati venduti Oat decennali (scadenza aprile 2022) per 4,67 mld di euro al rendimento medio del 2,53%, in linea con i valori espressi sul mercato secondario. Parigi ha allocato anche titoli con scadenza ottobre 2023 per 1,4 mld al rendimento medio del 2,7% e Oat 2019 per 1,75 mld al rendimento medio del 2,02%. La domanda è stata pari a 1,925 volte il quantitativo offerto per il decennale.

La Spagna ha invece visto scendere la domanda per i suoi bonos. Il Tesoro iberico ha collocato titoli di stato a medio-lungo termine per complessivi 3 miliardi di euro, In particolare, il decennale è stato offerto con rendimento medio salito al 6,43% dal 6,04% della precedente asta di titoli tenuta lo scorso 7 giugno. Allocati anche titoli a 3 anni per 1,2 mld al rendimento medio del 5,086% dal 5,457% precedente e titoli a 4 anni per 1,015 mld al rendimento medio del 5,536% dal 5,353% precedente.

 Anche l’Irlanda è torna con successo su mercato bond dopo due anni di assenza. Dublino si è rifinanziata la scorsa settimana con Bills a 3 mesi per 650 milioni a un tasso dell’1,8%. A testimonianza dell’interesse degli investitori, la domanda è stata pari a 2,8 volte l’offerta stando ai dati forniti dal Tesoro irlandese (L’Irlanda torna a emettere bond, ma una rondine non fa primavera)

Negativi invece i rendimenti della Danimarca.

Copenhagen ha collocato una settimana fa titoli a due anni e bond legati all’inflazione con scadenza nel 2023. La domanda è stata pari a 19,19 milioni di corone danesi di cui 14,70 miliardi erano offerte per il bond a 2 anni. Su questi titoli a due anni, il risultato finale è stato di un rendimento negativo dello 0,05 per cento. Si conferma dunque un trend iniziato il 19 giugno scorso quando per la prima volta nella storia un collocamento di titoli danesi aveva prodotto un rendimento negativo, segno che le obbligazioni danesi stanno diventando un nuovo bene rifugio per gli investitori.

Rendimenti negativi anche negli Stati Uniti. Ieri il Dipartimento del Tesoro ha annunciato di aver collocato 21 miliardi di titoli decennali. Il rendimento dei bond ha messo a segno un nuovo minimo storico attestandosi all´1,459% e le richieste hanno superato il quantitativo offerto di 3,61 volte, contro le 3,17 volte della media delle ultime quattro aste.

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