Asta Bot a un anno: calano i rendimenti, nessuno shock per dimissioni Monti

Mentre il Tesoro festeggia un altro calo dei rendimenti sui titoli di stato, l’Istat conferma il crollo del Pil (-2,4%) dopo 13 mesi di governo Monti. Disoccupazione al 12.4% nel 2014

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Mentre il Tesoro festeggia un altro calo dei rendimenti sui titoli di stato, l’Istat conferma il crollo del Pil (-2,4%) dopo 13 mesi di governo Monti. Disoccupazione al 12.4% nel 2014

Il Tesoro chiude il 2012 col vento in poppa. L’ultima asta di Bot annuali venduti oggi per 6,5 miliardi di euro ha visto i rendimenti scivolare ancora verso il basso, smentendo così tutte le notizie negative che erano circolate in questi ultimi giorni sulla tenuta dei conti pubblici dopo le annunciate dimissioni del premier Mario Monti, giunto comunque a fine mandato (Mercati e spread: cosa ci attende dopo le dimissioni di Monti).

Un risultato che non ha sorpreso più di tanto gli addetti ai lavori dato che già ieri la Spagna aveva chiuso con successo l’asta dei titoli di stato a breve termine collocando 2,38 miliardi di “letras” a 12 mesi con rendimenti che sono scesi al 2,56% dal 2,79% della precedente asta a fronte di una buona domanda degli operatori.

 

Asta Bot a 1 anno: numeri del collocamento

Per l’Italia, invece, il tasso medio finale è stato fissato all’1,45%, in ribasso rispetto all’1,65% del mese precedente e tutto l’ammontare collocato presso banche e risparmiatori (la domanda è stata pari a 1,491 volte il quantitativo offerto) andrà a rifinanziare 10,7 miliardi di euro in scadenza il prossimo 14 dicembre. La differenza per difetto – spiegano gli operatori – è essenzialmente dovuta al fatto che il Tesoro non ha ritenuto necessario provvedere all’emissione di Bot a tre mesi, come era in programma, anche in virtù del fatto che la raccolta di fondi ottenuti con la terza tranche del BTP Italia a Novembre aveva dato abbondati soddisfazioni. Nel complesso, l’attività di rifinanziamento del debito statale per il 2012 sta giungendo al termine e al 30 novembre 2012 la circolazione dei BOT era pari a 171.193,97 milioni di euro: 6.500 milioni flessibili, 6.000 milioni trimestrali, 58.482,548 milioni di euro semestrali e 100.211,422 milioni di euro annuali.

Per domani è invece attesa l’emissione di Btp a 3 e 15 anni per un importo massimo complessivo di 4,25 miliardi. In particolare, un’emissione riguarderà la prima tranche del Btp triennale 12/2015, da un minimo di 2,5 ad un massimo di 3,5 miliardi. L’altra emissione riguarda i Btp 03/2026 (12ma tranche) da un minimo di 500 a un massimo di 750 milioni.

 

Pil Italia 2012 a -2,4%, i numeri del fallimento del governo Monti

 

 

Intanto, sul fronte dei dati macroeconomici, l’Istat ha diffuso la stima preliminare del Pil confermando in sintesi il crollo della crescita economica del paese dopo 13 mesi di governo Monti. Nel terzo trimestre del 2012 il prodotto interno lordo è diminuito dello 0,2% rispetto al trimestre precedente e del 2,4% rispetto al 2011. Si tratta del quinto trimestre consecutivo in cui si registra un calo congiunturale della crescita. In termini congiunturali, il valore aggiunto dell’industria – spiega l’Istat – è aumentato dello 0,2%, mentre sono diminuiti quelli dei servizi (-0,2%) e dell’agricoltura (-6,7%). In termini tendenziali, il valore aggiunto ha registrato variazione negative in tutti i settori (-6,7% costruzioni, -5,1% agricoltura, -3,9% industria, -1,3% servizi).  A questi incresciosi dati macroeconomici, si aggiungono le previsioni del Centro studi di Confindustria che stima un calo significativo della produzione industriale italiana nel IV trimestre. A novembre registrato un -0,6% su ottobre, che porta a -24,8% la distanza dal picco di attività pre-crisi, delineando un grande arretramento per il IV° trimestre la cui variazione è -2%. Il tasso di disoccupazione – secondo Confindustria – raggiungerà l’11,1% (contro il 10,7% stimato in precedenza dal Centro studi Confindustria) alla fine dell’anno ed è destinato a toccare il 12,4% nel 2014 a fronte di condizioni del mercato del lavoro che “restano preoccupanti”. Rispetto al periodo precrisi, ossia al 2007, nel terzo trimestre 2013 saranno andati in fumo 1,5 mln di Ula (Unità di lavoro a tempo pieno). A Monti, commenta Confindustria, va il merito di “aver fermato l’emorragia finanziaria”, ma “ovunque spetta alla politica rompere la cappa di timori e orientare” verso lo “sviluppo”.

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