Asta Bot a sei mesi, tassi in calo

Collocati dal Ministero dell’Economia 8 miliardi di buoni con rendimento lordo all’1,35%, mentre torna a salire lo spread. Esplode la disoccupazione spagnola

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Collocati dal Ministero dell’Economia 8 miliardi di buoni con rendimento lordo all’1,35%, mentre torna a salire lo spread. Esplode la disoccupazione spagnola

 

Torna ad allargarsi il differenziale fra Btp e Bund tedesco. A pesare sui mercati è l’incertezza dovuta al deterioramento del clima politico italiano che potrebbe sancire in anticipo la fine del governo Monti, ma anche alla situazione creditizia spagnola non più sostenibile senza un intervento da parte del fondo salva-stati. Così, con lo spread in risalita verso i 350 punti e la Spagna sulla graticola, sono andati in asta stamattina 8 miliardi di euro in Bot a sei mesi, dopo che venerdì il Tesoro aveva collocato con rendimenti in leggero calo 4 miliardi fra Btp€i e Ctz. Il tasso assegnato è stato del 1,347%, in ribasso rispetto al 1,363% dello scorso mese, con richieste che hanno superato i 12 miliardi di euro. Secondo gli analisti di ING, l’Italia sta ancora beneficiando della decisione della Bce di agire come rete di sicurezza per i membri più deboli della zona euro, per cui i tassi d’interesse sulla parte breve della curva si sono ancora abbassati, ma l’allargamento degli spread di questi giorni indica che, in assenza di fatti da parte della Bce, l’Italia (e la Spagna) rischia ancora di pagare a caro prezzo il costo del funding a lunga scadenza. L’ammontare di Bot venduti in mattinata va a sostituire i 9,35 miliardi in scadenza a fine mese, con un saldo negativo di 1,35 miliardi grazie all’abbondante raccolta di fondi che è stata ottenuta attraverso la terza tranche del Btp Italia. Al 15 Ottobre – comunica il Ministero dell’Economia – la circolazione dei BOT a metà ottobre era pari a 169.243,97 milioni di euro, che rappresenta 10,5% del debito pubblico italiano contratto attraverso le emissioni di titoli di stato.

 

Nuovo record per la disoccupazione spagnola che vola al 25

 

 

Più seria ma anche vicina a un punto di svolta è la situazione in Spagna. Il premier italiano Monti è infatti impegnato in un incontro con Mariano Rajoy per discutere del piano di salvataggio delle banche iberiche e della posizione tedesca sui tempi della sorveglianza bancaria. Il tutto mentre in Spagna – secondo l’istituto di statistica -il tasso di disoccupazione nel terzo trimestre è passato dal 24,6% al 25,02% in 90 giorni. Sulla scia della recessione e della riforma del mercato del lavoro, che ha facilitato i licenziamenti, la Spagna ha raggiunto così il livello più alto di disoccupazione dal 1976 e dalla fine della dittatura franchista. Uno spagnolo su quattro, quindi, nella fascia di popolazione potenzialmente attiva, è senza lavoro. Tra luglio e settembre, spiega ancora l’Istituto, 85mila persone si sono aggiunte alle file dei disoccupati, portando il totale del Paese a 5,78 milioni.

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