Asta Bot a 6 mesi: rendimento al 1,5%, quadro macro difficile

Tornano ai livelli di marzo i rendimenti dei titoli di stato a 180 giorni, al di sotto del tasso d’inflazione. Buona la domanda con rischieste anche dall’estero. Grande attesa per l’asta Btp di domani mentre peggiora la situazione economica dell'Italia

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Tornano ai livelli di marzo i rendimenti dei titoli di stato a 180 giorni, al di sotto del tasso d’inflazione. Buona la domanda con rischieste anche dall’estero. Grande attesa per l’asta Btp di domani mentre peggiora la situazione economica dell'Italia

Altra vagonata di Bot sul mercato. Come annunciato dal Tesoro, sono stati collocati in mattinata 9 miliardi di euro di Buoni Ordinari del Tesoro semestrali con scadenza prevista per il 28 marzo 2013.

 

Bot 6 mesi scadenza 28 marzo 2013: risultati del collocamento

La domanda è stata buona, pari a circa 12,5 miliardi di euro tornando ad interessare anche gli investitori stranieri che, grazie alle recenti rassicurazioni della Bce sulla possibilità di acquisto illimitato di titoli con scadenza inferiore ai tre anni. Il tasso medio offerto al termine dell’asta è stato del 1,503%, leggermente inferiore a quello del mese precedente (1,585%) e in linea con quanto atteso alla vigilia dagli investitori. Quasi tutta la raccolta servirà a rifinanziare 8,5 miliardi di Bot in scadenza il 28 settembre prossimo. Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha inoltre fatto sapere che la circolazione di BOT al 14 settembre 2012 era pari a 162.897,47 milioni di euro, di cui 6.500 milioni di euro flessibili, 3.000 milioni di euro trimestrali, 56.661,048 milioni di euro semestrali e 96.736,422 milioni di euro annuali. Benchè i mercati siano negativi in tutta europa a causa delle tensioni in Spagna e in Grecia, l’asta odierna – commentano da Unicredit – non è andata male, anche se sulla parte lunga della curva i rendimenti stanno tornando a salire con lo spread che punta verso quota 370. Sarà quindi più importante vedere come andranno le cose domani sul mercato obbligazionario, quando il Tesoro collocherà in asta 1,5 miliardi di Btp a cinque e dieci anni

 

Standard & Poor’s: l’Europa in recessione

Intanto sul fronte macroeconomico, è arrivato l’ammonimento di Standard & Poor’s all’Europa. La recessione in Italia e in Spagna si  sta “intensificando” – scrive l’agenzia internazionale e i dati confermano la tesi che “l’Eurozona sta ricadendo in recessione”. L’agenzia di rating ha rivisto al ribasso le stime di crescita della zona euro: quest’anno crescerà del -0,8% (contro un -0,7% stimato in precedenza) mentre nel 2013 la stima sarà piatta contro un +0,3% prima calcolato). In particolare, in Spagna la contrazione sarà del -1,4% nel 2013, mentre per l’Italia S&P stima “ulteriori cali di produzione”. Al comunicato di Standard & Poor’s hanno fatto seguito le parole della cancelliera tedesca Angela Merkel che ha ribadito che “un’unione del debito ci riporterebbe dove eravamo prima”. Merkel ha sottolineato che per superare la crisi “ci sono ancora molti compiti da fare a casa”.

Troppo spesso nella Ue “abbiamo disatteso le promesse”, come quella di diventare la realtà economicamente più dinamica entro la fine del decennio scorso. “Lavoriamo per maggiori vincoli reciproci in Europa”. La crescita “non si può costruire con l’indebitamento” ha detto Merkel, che oggi incontrerà il presidente della Bce Draghi (Italia, la recessione si aggrava. Standard and Poor’s seppellisce l’ottimismo di Monti). 

 

Crisi Italia: i consumi crollano ai minimi del 1946

 

Sul fronte interno, invece, in Italia prosegue la forte contrazione dei consumi. A rilevarlo è l’uffcio studi della Confcommercio che fa notare come tra il terzo trimestre del 2007, punto di massimo per l’economia italiana, e il secondo trimestre del 2012, i consumi pro capite degli italiani sono diminuiti in termini reali del 6,5%. Nel 2012 i consumi degli italiani potrebbero segnare un calo superiore al 3%, il dato peggiore della storia repubblicana. Più nel dettaglio, soffrono tutti i settori, con le sole eccezioni di telefonia e informatica e di un solo canale distributivo: il discount. Molise, Friuli e Liguria, le regioni dove si registrano le maggiori perdite di esercizi commerciali. A risentire della crisi soprattutto i negozi di mobili (-1,3%). In sviluppo commercio ambulante e e-commerce.

 

Crisi immobiliare: cala il prezzo della case ma crollano le compravendite

A picco anche le compravendite di unità immobiliari (154.813) che nel primo trimestre del 2012 sono diminuite del 16,9% su base annua.

Lo rileva l’Istat, aggiungendo che le compravendite di immobili a uso residenziale sono diminuite del 17,2%, quelle di immobili ad uso economico dell’11,8%. I mutui (92.415 in totale) sono diminuiti del 49,6% rispetto al primo trimestre 2011. In particolare, i mutui con costituzione di ipoteca immobiliare (64.116) hanno registrato una flessione tendenziale del 39,2%.

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