Asta Bot a 1 anno, rendimenti sotto il 6%

Il tesoro ha collocato 7 miliardi di euro di buoni con scadenza 365 giorni e un rendimento del 5,95%, grazie alla sostenuta domanda dei Bot people. Tuttavia i mercati giudicano un insuccesso il vertice UE, le borse scendono e i Btp tornano sopra il 7%

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ASTA BOT ANNUALI: RENDIMENTI ANCORA ALTI, MA IN CALO – Il Tesoro ha collocato oggi buoni ordinari per 7 miliardi di euro con maturaizone 14 dicembre 2012, a fronte di uno stock di debito in scadenza per oltre 11 miliardi di euro, offrendo un rendimento del 5,95% lordo, leggermente sotto il rendimento dell’asta precedente (6,09%).(Asta Bot: cala rendimento, ma spread Btp Bund resta alto). La domanda degli investitori è stata molto sostenuta, quasi 2 volte l’ammontare messo in asta dal Ministero dell’Economia, grazie soprattutto alla giornata del Bot-day, l’iniziativa promossa da ABI e banche italiane per sottoscrivere senza commissioni i titoli di stato italiani (normalmente si paga fino allo 0,30%). Una iniziativa che è stata giudicata positivamente a livello europeo dopo il successo lo scorso 28 Novembre del Btp-day e che ha visto fare il pieno allo sportello di titoli a lungo termine da parte dei piccoli e singoli investitori italiani. Ciò nonostante – osserva un operatore di Mediobanca – il clima che si respira sui mercati finanziari rimane ancora teso poiché il recente vertice UE, che ha sancito la nascita dell’unione fiscale a 26 paesi dal prossimo mese di marzo e il fondo salva stati fra sei mesi, non pone rimedio a quella che è considerata l’esigenza primaria e immediata dello Stato italiano e cioè quella di riuscire a rifinanziare a basso costo il debito in scadenza per quasi 180 miliardi di euro entro i prossimi 4 mesi. Servirà quasi sicuramente un intervento massiccio della BCE e forse anche da parte del FMI che aveva già messo a disposizione 44 miliardi di euro per l’Italia la scorsa estate. Non a caso i funzionari del fondo monetario stanno monitorando da vicino l’andamento delle aste dei titoli pubblici italiani.

 

BTP TORNANO SOPRA IL 7%

 

BTP 3,75% 2021

Lo spread Btp Bund è rimasto vicino ai 450 punti base prima dell’asta dei Bot annuali e i rendimenti dei titoli di stato sono tornati sopra il 7% annuo. Archiviata la manovra finanziaria da 30 miliardi di euro dal governo Monti che consentirà all’Italia di centrare l’obiettivo di pareggio di bilancio entro il 2013, sullo sfondo pesa essenzialmente il costo dell’enorme debito pubblico accumulato negli anni. Sarà difficile da digerire in breve tempo – osserva Giovanni Bormolini di banca IMI – all’ombra del rallentamento economico del Pil italiano, se non di una vera e propria recessione annunciata. (Manovra Monti approvata: il comunicato stampa del decreto “salva Italia”). Occorreranno altre manovre correttive e più incisive dei conti pubblici nel corso del 2012. Interventi che taglino drasticamente gli sprechi e i costi inutili di un apparato pubblico che non ha eguali in Europa. Ma a pesare sugli spread – prosegue l’analista – sono anche le recenti minacce delle agenzie di rating di abbassare ulteriormente i meriti creditizi di banche e stati europei, ormai in balìa di speculatori e giudizi di enti sovranazionali in grado di decretare a loro piacimento la vita o la morte di potenti stati una volta inattaccabili. Mostri creati dalle banche per distruggere, non solo la finanza, ma anche l’economia e il tessuto sociale (vedi Grecia). La pressione che stanno mettendo sui prezzi dei titoli di stato sta infatti assumendo connotaizoni preoccupanti al punto che i titoli corti rendono più di quelli lunghi e il sistema creditizio si trova in crisi di liquidità.

 

IL VERTICE UE SALVA EURO NON CONVINCE E MOODY’S TAGLIERA’ IL RATING

 

E infatti Moody’s, una dei tre cavalli di battaglia del mondo finanziario internazionale, ha confermato che rivedrà i rating dei paesi dell’Eurozona e dell’Unione europea nel primo trimestre 2012.(Moody’s ancora dura su Europa: revisione rating in primo trimestre 2012).

Secondo l’importante agenzia di rating, infatti, il vertice dell’8 e del 9 dicembre si è concluso senza misure decisive il che continua a deprimere i corsi, non solo dei BTP nazionali, ma anche quelli dei Bonos spagnoli e degli Oat francesi, per non parlare di quelli dei titoli di stato portoghesi che ormai hanno superato il 15% di rendimento a scadenza. Secondo Moody’s sarebbero, invece, necessarie misure urgenti e decisive, ma l’assenza di progetti per stabilizzare i mercati nel breve termine significa, per la zona euro e l’Ue più in generale, restare soggetti a nuovi shock e che la coesione della zona euro rimane sotto una minaccia costante. Una decisione che fa il paio con quella meno recente presa dall’altra agenzia di rating Standard & Poor’s di limare l’affidabilità del credito anche di Germania e Francia nei prossimi mesi, oltre che di molte banche spagnole e italiane soprattutto, piene zeppe di titoli di stato che valgono sempre meno, e che sta gettando nel panico anche la Cina, la cui crescita economica è in fase di rallentamento proprio a causa della crisi dei paesi dell’area euro. Un vertice di tre giorni fra le massime autorità economiche del paese è infatti in corso per studiare il fenomeno che rischia ora di compromettere le esportazioni del dragone verso l’Europa e gli USA.

 

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