Asta Bot 6 mesi, giù i rendimenti. Bce verso intervento su titoli

Assegnati 9 miliardi di euro di titoli di stato a breve termine con rendimenti in calo al 1,585%. Buona la richiesta degli operatori, ma lo spread resta ancora troppo alto

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Assegnati 9 miliardi di euro di titoli di stato a breve termine con rendimenti in calo al 1,585%. Buona la richiesta degli operatori, ma lo spread resta ancora troppo alto

Dopo aver superato ieri a testa alta la prova dell’asta dei CTZ e dei Btp per 3,75 miliardi, Il Tesoro ha collocato oggi con successo anche 9 miliardi di euro di Bot a 6 mesi. Il calo dei tassi d’interesse sugli zero coupon (3,06%) e sui Btp quinquennali (3,69%) grazie a una forte domanda da parte degli investitori, ha dato una mano anche all’asta dei nuovi Bot scadenza 28 Febbraio 2013 che vanno a sostituire i Bot scadenza 28 agosto per 9,012 miliardi di euro. Il rendimento medio offerto al termine delle offerte da parte degli operatori è stato del 1,585%, quindi in netto calo rispetto all’asta precedente (2,45%), a fronte di una domanda sostenuta pari a oltre 15 miliardi di euro. Intanto il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha comunicato che la circolazione dei BOT al 15 agosto 2012 era pari a 156.627 milioni di euro, di cui 6.500 milioni di euro flessibili, 55.491 milioni di euro semestrali e 94.636,422 milioni di euro annuali. Gran parte di questi titoli – osservano da Unicredit – è in mano agli istituti bancari che hanno ormai in portafoglio una quota che supera abbondantemente il 22% di titoli di stato italiani.

 

Lo spread btp bund è ancora troppo alto e l’italia rischia di essere danneggiata

 

Bot 14 Febbraio 2013

A far tirare un po’ il fiato alle casse del tesoro è stato anche il buon esito dell’asta spagnola dei titoli a breve termine (letras) avvenuta ieri. La Spagna ha fatto il pieno in un’asta di titoli a 3 e 6 mesi, collocando sul mercato 3,6 miliardi di bond contro un target massimo di 3,5 miliardi e con tassi in netto calo. Il rendimento medio sul trimestrale è crollato allo 0,946% dal 2,434% di luglio, mentre il tasso sul titolo a sei mesi è calato al 2,026% dal precedente 3,691%. E’ evidente – commenta un operatore – che sulla parte breve della curva, i paesi in difficoltà come l’italia e la Spagna siano attualmente in grado di reperire tranquillamente fondi sul mercato a costi ridotti, anche perché i titoli dei paesi virtuosi come Francia e Germania non sono più appetibili offrendo interessi negativi. I problemi rimangono, però, sulla parte lunga della curva dove ilo differenziale di rendimento fra Btp e bund tedesco decennali non accenna a scendere e con lo spread a 450 punti – come ha dichiarato il premier Mario Monti poche ore fa – l’Italia rischia di essere danneggiata.

Una richiamo alla prudenza che deve essere adeguatamente preso in considerazione anche perché l’agenzia di rating Fitch ha appena preventivato per il nostro paese una crescita del Pil negativa dell1,9% per il 2012 e a zero per il 2013.

 

La BCE si appresta ad acquistare titoli di stato italiani

Il monito di Monti era chiaramente riferito ai 155 miliardi di euro di titoli di stato in scadenza che dovranno ancora essere rifinanziati entro la fine dell’anno. E in questo senso una mano dovrebbe darla la BCE orientata ad acquistare Btp e Bonos per calmierare il mercato dei titoli di stato europei.  L’acquisto di bond dei Paesi in difficoltà approda così nell’agenda della prossima riunione del Consiglio direttivo della Bce, prevista il 6 settembre. Ad annunciarlo è il consigliere esecutivo di Eurotower, Asmussen. “La Bce agirà esclusivamente in parallelo con i fondi Efsf e poi Esm” e comunque – ha precisato Asmussen – solo dopo l’intervento del Fondo di stabilità finanziaria a favore degli Stati che ne facciano “formale richiesta”. Dunque, l’acquisto non scatterà automaticamente. “La Bce opererà solo nell’ambito del suo mandato e non in violazione dei Trattati” Ue, ha infine aggiunto il consigliere Asmussen.

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