Argentina: Standard & Poor’s taglia rating credito sovrano a ‘SD’

Per l’agenzia di rating Standard & Poor’s l’Argentina è in default sul proprio debito. I bond quotano 40 e scontano un allungamento delle scadenze.

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Per l’agenzia di rating Standard & Poor’s l’Argentina è in default sul proprio debito. I bond quotano 40 e scontano un allungamento delle scadenze.

Il sogno di Mauricio Macrì, il presidente liberista eletto nel 2015 con la benedizione degli Stati Uniti per portare l’Argentina fuori dalla crisi in cui era finita con le politiche della presidente Fernanda Kirchner, svanisce. Il Paese è di nuovo alle prese con un problema di debito pubblico, l’ennesimo. Un’altra botta fra capo e collo per la finanza internazionale e per il grado di affidabilità offerto dal Paese sudamericano, uno dei più ricchi di risorse del continente.

La ristrutturazione del debito

E’ recente la notizia che il governo, alla vigilia delle elezioni presidenziali e della concessione della terza tranche di aiuti da parte del Fondo Monetario Internazionale, debba nuovamente ristrutturare parte il debito pubblico, travolto dal crollo del peso e da un’iperinflazione galoppante, oltre che dalla sconfitta anticipata di Macrì alle prossime elezioni presidenziali di ottobre. I funzionari del FMI hanno infatti chiesto agli argentini che vengano ristrutturati circa 110 miliardi di dollari di titoli fra bond internazionali e domestici, allungandone le scadenze per evitare lo svuotamento delle casse della Banca Centrale, impegnata a sostenere la propria valuta dal crollo e per permettere all’Argentina di rientrare dai prestiti concessi dal Fondo.

L’allungamento delle scadenze del debito a breve

Così il governo sta pensando di mettere in piedi un’offerta di scambio su base volontaria per le obbligazioni in scadenza fra il 2020 e il 2024 – senza passare da un hard default incontrollato come nel 2001 di cui gli investitori sono memori – con lo scopo di allungarne la scadenza senza toccare le cedole. In questi cinque anni, infatti, andranno a maturazione titoli per circa 148 miliardi, che corrispondono a più della metà dell’intero debito statale (330 miliardi di Usd). L’operazione sarebbe stata pianificata dal FMI anche per permettere al Fondo di poter concedere a settembre una rata da 5,2 miliardi a valer sul prestito complessivo da 57 miliardi erogato all’Argentina.

Standard & Poor’s taglia il rating dell’Argentina a D

Intanto, però, le agenzie di rating non fanno sconti. Standard & Poor’s ha tagliato il rating del credito sovrano sull’Argentina a ‘SD’, da una valutazione di ‘B-‘ nel lungo termine e ‘B’ nel breve.

Secondo gli analisti, il fatto che il governo Macri tenti di ristrutturare il debito a breve costituisce un’inadempienza contrattuale per la quale il i rating del credito sovrano in valuta locale ed estera è stato portato a ‘SD’ e i rating di emissione a breve termine a ‘D’. “Le maggiori vulnerabilità del profilo creditizio argentino – dice S&P – derivano dal contesto finanziario in rapido deterioramento e dall’assenza di fiducia nei mercati finanziari in merito alle iniziative politiche della prossima amministrazione“.

Bond argentini a quota 40

Intanto, sul mercato dei capitali, le obbligazioni, sia in euro che in dollari, a 10 anni Argentina trattano intorno a quota 40 per un rendimento che sfiora il 24% a scadenza scontando una forte penalizzazione derivante dal processo di ristrutturazione e allungamento del debito. Giù anche il bond in franchi svizzeri 3,375% con scadenza fra 13 mesi che quota 51 e rende 82%, mentre l’obbligazione 8,75% 2024 regolamentata dalla legge argentina è più penalizzata e prezza 33 per un rendimento del 45% a scadenza. Non è ancora chiaro se la ristrutturazione riguarderà anche i bond emessi dalle province, ma stando ai prezzi pare che verranno coinvolti del processo di allungamento delle scadenze.

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