Argentina: governo attua misure di controllo sui capitali, sospese le Letras

Il governo blocca la vendita di valuta forte nel tentativo di arginare il crollo del peso. Sospesi i rimborsi di bond a brevissima scadenza (Letras), si attende decreto per ristrutturazione del debito.

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Il governo blocca la vendita di valuta forte nel tentativo di arginare il crollo del peso. Sospesi i rimborsi di bond a brevissima scadenza (Letras), si attende decreto per ristrutturazione del debito.

Il governo di Buenos Aires ha imposto controlli sui capitali nel tentativo di prevenire l’esaurimento delle riserve in valuta estera dell’Argentina, con la crisi di fiducia che ha alimentato deflussi di dollari e turbolenze dei mercati finanziari. La misura è entrata in vigore oggi e arriva dopo che il governo di Mauricio Macrì ha cercato la settimana scorsa di estendere unilateralmente la maturità delle riserve a breve termine, in quanto il Paese non è stato in grado di rinnovare le obbligazioni a causa del crollo della domanda di debito pubblico.

“È l’ultima mossa di Macrì per riprendere il controllo della situazione” – osservano gli analisti – perchè” questi sono tempi molto difficili e le persone stanno iniziando a farsi prendere dal panico. Non sorprende che il governo stia lavorando per limitare i danni, ma l’improvvisazione ha sempre dei costi“.

Banca Centrale vende dollari

La Banca centrale ha venduto dollari a un ritmo più rapido nel tentativo di contenere un forte deprezzamento del peso argentino. Carugati ha precisato che le riserve sono diminuite di 12,2 miliardi di usd dal 9 agosto, ovvero circa il 20% delle riserve in valuta estera. Il peso ha perso oltre il 20% del suo valore da quando Macri ha subito una battuta d’arresto nel voto delle primarie dell’11 agosto. Alberto Fernandez, il candidato presidenziale della coalizione nazionalista peronista, e il suo compagno di corsa, l’ex presidente Cristina Kirchner, sono emersi come i favoriti per vincere le elezioni del 27 ottobre e questo sembra aver minacciato le politiche di austerità di Macrì.

Dati i recenti disordini dei mercati finanziari e l’incertezza politica, è “necessario adottare misure temporanee e urgenti per regolare il mercato dei cambi con maggiore intensità e rafforzare il normale funzionamento dell’economia“. È quanto emerge dal decreto pubblicato ieri, secondo cui l’obiettivo del Governo è “ridurre la volatilità dei mercati finanziari e contenere l’impatto delle fluttuazioni dei flussi finanziari sull’economia“.

Bond argentini: sospese le Letras

Intanto sul mercato dei capitali, i bond argentini internazionali trattano in area 40 scontando una ristrutturazione che prevede – secondo quanto anticipato dal ministro dell’economia Herman Lacunza – l’allungamento delle scadenze sui titoli di stato a breve e media durata senza interruzione dello stato dei pagamenti degli interessi e il nominale dei titoli in circolazione. Per Standard & Poor’s si tratta in ogni caso di default sul debito argentino perché non vengono rispettati i termini delle obbligazioni contratte dal Paese con gli investitori e il rating è già stato portato a “SD” Selective Deafult.

Non tutto il debito pubblico argentino sarà però oggetto di ristrutturazione. Si tratta di circa 110 miliardi di dollari – secondo fonti giornalistiche – di cui la metà circa in mano al Fondo Monetario Internazionale e il resto suddiviso fra debiti a breve e media scadenza (Letras e Bonos). Per le Letras, debito a brevissima scadenza (simili ai Bot italiani) il governo ha già provveduto a sospendere i rimborsi per circa 13 miliardi di dollari complessivi, mentre per gli altri titoli si attende un nuovo decreto, in fase di predisposizione, che definisca i termini di allungamento delle scadenze e la proposta di scambio su base volontaria dei titoli.

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