Argentina chiede aiuto al FMI. I rendimenti dei bond s’impennano

Buenos Aires è la prima vittima del rialzo dei tassi USA. Peso a picco e rendimenti dei bond al 7%

di Mirco Galbusera, pubblicato il
Buenos Aires è la prima vittima del rialzo dei tassi USA. Peso a picco e rendimenti dei bond al 7%

Torna l’incubo del 2001 in Argentina. Il paese sudamericano è vittima del rialzo dei tassi USA dipendendo molto dai finanziamenti esterni in dollari. Così la Banca Centrale si è vista costretta ad alzare i tassi d’interesse del 40% per difendere il peso in caduta libera da più di una settimana chiedendo al contempo di instaurare trattative col Fondo Monetario Internazionale per chiedere aiuti economici fino a 30 miliardi di dollari qualora la crisi finanziaria non dovesse rientrare.

 

Il presidente Mauricio Macrì, in carica dal 2015, non ha nascosto le proprie preoccupazioni ma al contempo ha assicurato gli investitori che non si tratta di una crisi finanziaria come quella degli anni 2000 che condusse il Paese al default. Oggi – fanno notare gli analisti – c’è più fiducia nell’Argentina: il Pil argentino è in crescita di oltre il 3,5% all’anno e il debito pubblico, nonostante la spesa elevata, sfiora il 54% del Pil. Standard & Poor’s ha inoltre riconosciuto al Paese un miglioramento di rating da B- a B lo scorso anno. Macrì ha quindi dichiarato: “Iniziamo oggi a lavorare col FMI per garantirci un maggiore sostegno al fine di affrontare il nuovo scenario internazionale ed evitare una crisi”. Secondo Macri, è l’unico modo per mettere fine ad anni di stagnazione ereditati dalla precedente amministrazione, da lui accusata di «demagogia e bugie». Per Macrì “il problema che abbiamo oggi è che siamo una delle nazioni al mondo che dipende di più da finanziamenti dall’esterno, conseguenza della spesa pubblica enorme che abbiamo ereditato”.

 

I mercati hanno comunque iniziato a prendere le distanze e gli investitori hanno iniziato ad alleggerire il loro peso sull’Argentina. Per effetto i bond decennali Argentina 6,625% 2028 (Isin USP04808AJ32) sono scesi sotto la pari per un rendimento che supera il 7% a scadenza, mentre quelli in euro, stessa scadenza e cedola 5% (Isin XS1503160498) rendono oggi il 6%. Giù anche i prezzi dei bond emessi dalle province argentine i cui rendimenti sono in linea con i titoli di stato, così come la borsa di Buenos Aires che ha accusato il sell off degli investitori stranieri.

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Argomenti: Bond Argentina