Arabia Saudita in crisi, emette altri bond per 9 miliardi di dollari

Collocati bond sukuk a 5 e 10 anni per arginare le perdite dovute al calo del prezzo del petrolio

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Collocati bond sukuk a 5 e 10 anni per arginare le perdite dovute al calo del prezzo del petrolio

L’ Arabia Saudita ha emesso 9 miliardi di dollari nella sua prima vendita internazionale di bond sukuk, per arginare le conseguenze di tagli alla produzione di greggio di un’economia dipendente dal petrolio.

 

I titoli di debito conformi alla Sharia sono divisi in modo equo su due linee (a cinque e dieci anni). La domanda totale di obbligazioni saudite si è attestata oltre i 33 miliardi di dollari, tanto da costringere il Governo di Riyad ad emettere più degli 8 miliardi di dollari che aveva inizialmente previsto di vendere. I sukuk a scadenza a 5 anni sono stati collocati con un rendimento al 2,93% e i decennali al 3,65%. Seguono a distanza di pochi mesi il collocamento di altri bond governativi emessi dall’Arabia Saudita

 

Arabia Saudita in crisi con prezzo del petrolio basso

 

L’ Arabia Saudita, come altri Paesi esportatori di greggio in Medio Oriente, sta cercando di diversificare la propria economia, dopo l’accordo del novembre scorso dell’Opec sui tagli alla produzione di oro nero che ha ridotto l’ouput -e di cosneguenza le entrate- del Paese. L’emissione di sukuk “dovrebbe coprire circa un quinto del deficit fiscale previsto“, spiegano gli esperti. Lo scorso mese gli analisti di Fitch hanno tagliato il rating del credito sovrano dell’Arabia Saudita ad A+, a causa delle stime di un disavanzo fiscale più ampio di quello previsto nel 2016 e dei dubbi circa l’attuazione dell’ambizioso programma di riforme del Governo.

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