Ancora vendite a raffica su Btp, spread non si ferma

Lo spread si allarga ancora fino a 250 punti. Il Btp decennale rende il 2,9% e la borsa di Milano crolla sotto i colpi della speculazione

di Mirco Galbusera, pubblicato il
Lo spread si allarga ancora fino a 250 punti. Il Btp decennale rende il 2,9% e la borsa di Milano crolla sotto i colpi della speculazione

Ancora vendite a raffica sui Btp, con lo spread tra il decennale italiano e quello tedesco in forte allargamento a 250 punti base rispetto ai 233 della chiusura di ieri. Male anche il Ftse Mib che cede l’1,75%, mentre l’euro/usd è sceso anche sotto quota 1,16 poichè sull’Eurozona non pesa solo l’incertezza politica italiana, ma anche quella spagnola. Il Btp a 10 anni rende ormai il 2,9%.

La prospettiva di nuove elezioni in tempi ravvicinati (fine settembre o inizio ottobre) non è stata accolta positivamente dagli investitori, che temono ne scaturisca un nuovo rafforzamento del fronte sovranista, un drastico allentamento della disciplina di bilancio e finanche rischi per la permanenza dell’Italia nell’unione monetaria“, affermano gli economisti di Intesa Sanpaolo. “Da un lato l’allontanamento del rischio immediato di un Governo Lega-M5S con Paolo Savona Ministro delle Finanze rappresenta un punto favorevole; dall’altro, il rischio di una protratta campagna elettorale, con inevitabilmente al centro dei dibattiti la permanenza dell’Italia nell’euro, è per gli investitori un elemento negativo nel medio termine“, aggiunge Alberto Biolzi, Responsabile Direzione Wealth Management di Cassa Lombarda, facendo notare che “tale incertezza si accompagna al rischio di un possibile taglio del rating dell’Italia dopo l’avvertimento di Moody’s e alla progressiva riduzione del QE da parte della Bce verso la fine d’anno“.

Giuseppe Sersale, strategist di Anthilia Capital Partners, è poi convinto che anche se il Quirinale avesse ceduto a Paolo Savona ministro delle Finanze, il leader della Lega, Matteo Salvini, “avrebbe cercato quanto prima di tornare alle urne con un pretesto. Troppo allettante la prospettiva di consolidare l’enorme vantaggio che i sondaggi gli attribuiscono. Un quadro meno attraente invece per Luigi Di Maio, che ha cercato in ogni modo di entrare a Palazzo Chigi, ma ha dovuto, alla fine, adeguarsi alla linea della Lega. Il rischio era di mostrarsi troppo benevolo verso l’establishment e lasciare interamente a Salvini la parte del rivoluzionario anti-sistema, che in questa fase risulta cosi premiante con l’elettorato“. Per l’esperto l’incarico a Carlo Cottarelli offre al Quirinale le garanzie che cercava in termini di responsabilitá fiscale, attenzione ai temi europei, ed esperienza, “ma regala al vincitori delle elezioni del 3 marzo un’opportunitá ideale di dimostrare all’elettorato che le istituzioni li hanno espropriati del diritto di governare a favore dei soliti tecnocrati filo Europei“.

Per Sersale al momento la situazione di breve resta fluida. Cottarelli ha dichiarato che l’intento dell’esecutivo che cercherá di mettere insieme è di approvare la legge di bilancio e traghettare il paese alle elezioni in primavera prossima. Nel caso il Governo non ottenesse la fiducia in Parlamento, verrá gestita l’ordinaria amministrazione e le elezioni avverranno dopo l’estate. “A dar credito alle dichiarazioni delle forze politiche, sembra che con ogni probabilitá andremo verso questo secondo caso. Lega e 5 Stelle sono piú che sufficienti a mandare in minoranza il Governo, e apparentemente anche Forza Italia e Fdi si allineeranno. Detto questo, se una cosa hanno dimostrato questi 2 mesi e mezzo, e che il quadro politico italiano può cambiare rapidamente. In questo senso, non sarei cosi sorpreso che un Governo Cottarelli potesse contare su un certo numero di transfughi responsabili che, principalmente per non perdere il seggio conquistato a marzo, gli offrano un traballante supporto. Non è probabile, ma certo non impossibile“.

Certo è che in caso di elezioni anticipate in Italia “ci attendono quattro mesi di campagna elettorale incendiaria su temi come austerity, sovranitá, autodeterminazione, pensioni, e immigrazione (proprio quando il problema diventa acuto, nella stagione estiva). Il tutto con le forze politiche a contendersi la palma del piú radicale, per proteggere la propria percentuale di elettorato“, prosegue Sersale, aggiungendo che nel caso invece di “un Governicchio per qualche trimestre avremmo un esecutivo di breve respiro, eventualmente in grado di gestire questioni impellenti come la legge di stabilitá e l’aumento dell’Iva, ma con un supporto traballante, e con l’ opposizione scatenata a criticarne aspramente ogni atto“.

Per l’esperto “il comune denominatore di questa situazione sará l’incertezza, un fattore decisamente sgradito agli investitori. Incertezza sul risultato elettorale, sulla traiettoria fiscale del Paese, sulla relazione con l’Europa e con gli alleati, sulle regole nei settori regolamentati, nel primo caso. Un quadro sicuramente in grado di impattare sull’appetito degli investitori per gli asset italiani, e, col tempo, anche sulla confidence di imprenditori e consumatori. Incertezza sulla durata dell’esecutivo e sulla sua efficacia, nel secondo, e con la prospettiva di trovarsi da un momento all’altro nello scenario uno, nel caso il Governo perda la fiducia in Parlamento. Per questo motivo lo scenario due, al momento il meno probabile verrebbe forse accolto con iniziale sollievo dai mercati, ma finirebbe col prolungare la fase di incertezza. Anche in questo caso l’appeal degli asset italiani ne risentirá, e la fiducia pure”. Sersale quindi in questo momento fatica “onestamente a intravedere uno sviluppo che i mercati possano prendere positivamente

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Argomenti: Btp

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