Anche un bond in franchi svizzeri per l’Argentina

L’Argentina ha emesso titoli di stato per 400 milioni di franchi svizzeri (CH0361824458). Prezzi e rendimento

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L’Argentina ha emesso titoli di stato per 400 milioni di franchi svizzeri (CH0361824458). Prezzi e rendimento

Proseguono le emissioni di bond argentini. Dopo quelli collocati in dollari ed euro, Buenos Aires ha emesso per la prima volta anche titoli denominati in franchi svizzeri (CHF).

 

La soluzione dell’annosa vicenda che vedeva contrapposti i creditori allo Stato dopo il default del 2001, ha permesso all’Argentina di riaffacciarsi sui mercati internazionali sotto la nuova presidenza di Mauricio Macri.

Varie sono state le emissioni che il paese sudamericano ha strutturato da un anno a questa parte, ivi compresi i collocamenti di bond da parte delle varie province per rifinanziare debiti in scadenza. Con il risultato che gli investitori internazionali sono tornati a considerare positivamente l’Argentina inserendo i titoli nei loro portafogli. I rendimenti sono così scesi sotto la doppia cifra rispetto a un anno fa.

 

Bond Argentina in CHF 3,375% 2020

 

La recente obbligazione in franchi svizzeri emessa dal governo argentino è stata collocata alla pari per 400 milioni presso investitori istituzionali. Il bond (Isin CH0361824458) ha una durata di tre anni e mezzo ed è negoziabile per importi minimi di 5.000 CHF. L’obbligazione stacca una cedola a tasso fisso pari al 3,375% il 12 ottobre di ogni anno e prezza al momento sul mercato grigio OTC 100,35 per un rendimento a scadenza del 3,28%. L’obbligazione Argentina in franchi svizzeri è stata sottoscritta principalmente da investitori britannici, francesi e tedeschi, oltre che da fondi d’investimento USA. Il rimborso è previsto per il 12 ottobre 2020 in unica soluzione.

 

In ripresa l’economia argentina

 

L’economia argentina è cresciuta dell’1,1% a livello annuale a gennaio. Lo ha confermato l’Agenzia nazionale di statistica. Sembra quindi che il Paese stia lentamente uscendo dalla lunga recessione. La crescita arriva dopo la contrazione del 2,3% del Pil nel 2016. Gli economisti si aspettano un’espansione economica di circa il 3% quest’anno, grazie a maggiori investimenti nel campo dell’agricoltura, dell’energia, dell’industria mineraria e dei lavori pubblici. Comunque sia la produzione economica si è contratta dello 0,5% a gennaio rispetto a dicembre, segnale di come una forte ripresa sia ancora ben lontana.

 

Argentina, crescita economica ancora debole

 

Il Governo di Buenos Aires, che sta cercando di ridurre l’inflazione stimolando allo stesso tempo i consumi, ha impiegato più tempo del previsto per far ripartire la crescita, scoraggiando molti argentini e danneggiando l’indice di gradimento del presidente Mauricio Macri. Il comparto in “ripresa è” più che altro “quello delle opere pubbliche”, fa notare Marina dal Poggetto, analista di Estudio Bein. Tuttavia l’esperta puntualizza che la politica monetaria del Paese, che mira a ridurre il tasso di inflazione dal 36,6% del 2016 al 17% o meno quest’anno, sta rendendo più difficile la ripresa al settore delle vendite al dettaglio. Più del 70% dell’attività economica argentina dipende dalla spesa dei consumatori, aggiunge l’analista, il che significa che l’economia non decollerà davvero fino a quando le famiglie non spenderanno di più.

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