Anche le obbligazioni junk fanno concorrenza ai Btp

Rendimenti vicini a quelli dei titoli di stato e forte domanda per le due nuove obbligazioni italiane emesse da Guala Closures e Rottapharm Madaus

di Mirco Galbusera, pubblicato il
Rendimenti vicini a quelli dei titoli di stato e forte domanda per le due nuove obbligazioni italiane emesse da Guala Closures e Rottapharm Madaus

Due nuovi bond corporate italiani ad alto rendimento si sono fatti largo sul mercato dei capitali la scorsa settimana. Si tratta di due aziende di nicchia, la Guala Closures e la Rottapharm Madaus che hanno collocato rispettivamente un’emissione a sette anni da 275 milioni a tasso variabile e una, sempre da sette anni, da 400 milioni a tasso fisso. Entrambi i collocamenti sono stati riservati a investitori istituzionali, per cui il taglio minimo di negoziazione sul mercato Over the Counter (OTC) è di almeno 100.000 euro, con multipli aggiuntivi di 1.000, quindi non proprio alla portata di tutti. Ciò nonostante, le due emissioni hanno raccolto ordini per 4 volte l’offerta in poche ore, denotando ancora una volta il maggiore interesse degli investitori internazionali per il settore corporate italiano, piuttosto che per i titoli di stato che il Tesoro continua con fatica a collocare, nonostante la minore imposizione fiscale e gli incentivi alla sottoscrizione. Lo si è visto recentemente con i titoli delle grandi utility italiane quotate (ENI, Enel, Snam rete Gas, Atlantia) che in fatto di rendimenti battono tranquillamente i Btp a parità di durata. Ma se adesso anche il segmento high yield non quotato è in grado di avvicinarsi ai tassi offerti dai titoli di stato – osserva un analista del Banco Popolare – i dubbi sulla maggiore affidabilità delle obbligazioni governative tricolori sorgono più che leciti. Anche perché la domanda di Bot o Btp solitamente non supera mai 1,3-1,8 volte l’importo messo in asta e chi copre l’offerta del Tesoro sono ormai quasi esclusivamente le banche e i fondi d’investimento italiani, mentre per questo genere di emissioni corporate si fa la fila da tutta Europa per accaparrarsi un lotto. Ma vediamo i dettagli dei due nuovi titoli.

 

I dettagli delle obbligazioni Guala Closures Holding TV 2019

 

Guala Closures group, di cui avevamo già parlato tempo addietro, è una multinazionale italiana, leader mondiale nella produzione di chiusure in alluminio per bevande e alimenti. L’azienda piemontese è già presente sul mercato con un bond da 200 milioni di euro emesso l’anno scorso con cedola 9,375% che scade nel 2018 (Isin: XS0619675753) e rende al momento l’8,5%, ma adesso, visto il successo riscontrato fra gli investitori, ha collocato altri 275 milioni di euro a tasso variabile con scadenza 2019 e cedola calcolata trimestralmente sull’euribor a tre mesi con premio di 537 punti base. Il titolo (Isin: XS0852482511) è stato emesso alla pari e – secondo quanto comunicato dalla società – servirà per rifinanziare parte del debito bancario esistente oltre che per pagare commissioni e spese legate a tale rifinanziamento. L’operazione – osservano gli analisti a Londra, piazza finanziaria dove si è tenuto anche un breakfast meeting con i dirigenti della società – cade in coincidenza con il completamento dell’acquisizione della divisione Metal Closures della società sudafricana MCG Industries. Metal Closures è una divisione della MCG Industries ed è leader nella produzione di chiusure in alluminio in Sud Africa con oltre 500 dipendenti e con importanti attività nel campo dell’ imballaggio primario e secondario e divisioni nelle chiusure sintetiche, nei ”sugheri” sintetici e nella produzione di cassette e contenitori in plastica ad iniezione. Per il nuovo bond di Guala Closures il rating assegnato è B1 (da Moody’s) e B (da Standard&Poor’s), a differenza di quanto accaduto per il bond da 200 milioni già quotato il cui rating è Caa1/CCC+, ma per il quale gli analisti prevedono un prossimo upgrade.

 

Obbligazioni Rottapharm Madaus 6,125% 2019

 

Il gruppo farmaceutico italo-tedesco Rottapharm Madaus, che questa estate ha messo da parte i piani di apertura del capitale al private equity interrompendo le trattative con i fondi Clessidra ed Avista e posticipando l’Ipo, ha fatto da apripista a tutte le società non quotate per avvantaggiarsi della normativa introdotta di recente dal decreto Sviluppo sui mini-bond. Il gruppo di ricerca presieduto dal fondatore e proprietario professor Luigi Rovati, presente in oltre 85 paesi nel mondo con più di 2000 dipendenti, ha trovato largo consenso fra gli investitori istituzionali esordendo per la prima volta sul mercato obbligazionario europeo con un collocamento da 400 milioni. Le senior notes (Isin: XS0808637309) sono state emesse alla pari con coupon di 6,125% da un pool di banche coordinate da  JPMorgan come global coordinator e da Banca Imi e Mediobanca come joint bookrunner. Le obbligazioni godono del rating Ba3 da parte di Moody’s e BB- da Standard & Poor’s e hanno una durata settennale con rimborso previsto per il mese di novembre 2019. Scopo del collocamento – spiega la società che nel 2010 (ultimo bilancio disponibile) ha realizzato un giro d’affari da 585 milioni di euro – è quello di rifinanziare il debito esistente con le banche per 416 milioni (soldi in gran parte utilizzati per acquisire il 100% del gruppo farmaceutico tedesco Madaus nel 2007) e di ottenere contestualmente una linea bancaria da Mediobanca per 100 milioni. 

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Argomenti: Obbligazioni societarie, Btp

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