Allarme rosso al Monte dei Paschi di Siena

La storica banca senese potrebbe essere nazionalizzata dopo le elezioni. Azionisti e obbligazionisti subordinati potrebbero perdere parecchio come accaduto in Olanda con SNS Bank.

di Mirco Galbusera, pubblicato il
La storica banca senese potrebbe essere nazionalizzata dopo le elezioni. Azionisti e obbligazionisti subordinati potrebbero perdere parecchio come accaduto in Olanda con SNS Bank.

Quello che è successo poche settimane fa con Banca SNS in Olanda potrebbe presto accadere anche in Italia col Monte dei Paschi di Siena (L’Olanda nazionalizza SNS Reaal e i bond vanno a zero). 

 

Nazionalizzazione Monte dei Paschi: una strada (quasi) obbligata

E’ solo una questione di tempo, ci sono di mezzo le elezioni politiche 2013. Il campanello d’allarme lanciato da Amsterdam non è stato avvertito da tutti, poiché, come solitamente accade in Italia, i poteri forti cercano di minimizzare la gravità delle cose nel tentativo di nascondere la nuda e cruda realtà. Ma i numeri sono ormai sul tavolo: in Banca Mps c’è un buco, anzi una voragine, da 21 miliardi di euro e i 3,9 miliardi di soldi pubblici concessi dal banchiere europeo Monti sono solo un palliativo per dare una boccata d’ossigeno alle attività di credito nel tentativo di scaricare la patata bollente a chi succederà al governo dei “professori” (Monte dei Paschi verso una nazionalizzazione all’italiana). Ma di fatto in cassa Mps sono stati spesi (tanti) più soldi di quanti ce n’erano realmente (Fallimento MPS: danni enormi per l’Italia).

 

Le azioni Mps valgono il 92% in meno di cinque anni fa

 

ComboChartCentinaia di migliaia di storici soci toscani (e non solo) sono rimasti allibiti e increduli di fronte alla catastrofe finanziaria che si è aperta sopra il cielo rosso toscano. Il valore delle loro azioni è precipitato in cinque anni di oltre il 90% e rischiano ora di perdere tutto. Famiglie, risparmiatori, imprenditori, difficilmente rivedranno nel breve-medio periodo il prezzo delle loro azioni risalire la china, anche se la banca dovesse miracolosamente risollevarsi dal baratro in cui è stata spinta da spavaldi uomini d’affari collusi per anni coi partiti di sinistra e con la Fondazione che controlla la banca (13 dei 16 consiglieri della Fondazione che controlla la banca sono nominati dal Comune  e dalla Provincia di Siena con evidenti conflitti di interesse) che nemmeno i fedeli organi di stampa al loro servizio riescono ormai più a nascondere. Lo storico rapporto di Mps coi cittadini e coi piccoli imprenditori è ormai entrato in un profondo cono d’ombra dal quale non si vede una via d’uscita tranquilla a sentire le notizie che giungono da Siena. Ma a parte gli inquietanti fatti di cronaca che trapelano ogni giorno dalle carte degli inquirenti che stanno indagando su una delle più folli orge finanziarie del nuovo secolo operata dalla banda del 5%, la resa dei conti potrebbe essere vicina. La magistratura senese sta facendo un lavoro certosino basato su migliaia di intercettazioni e a Siena si mormora che subito dopo le elezioni potrebbero scattare nuove indagini che coinvolgerebbero personaggi politici di spicco mettendo la parola “fine” alla storia della seconda repubblica, già destinata a tramontare con la scomparsa dei partiti politici così come li abbiamo conosciuti finora e con il cambio della guardia al Quirinale. Ormai se lo aspettano un po’ tutti, da un momento all’altro in questo convulso clima elettorale. E, come continua a ripetere Beppe Grillo, bisognerebbe, poi, processare tutti i dirigenti del Pd degli ultimi diciotto anni sequestrandogli i beni come ai mafiosi.

 

Crisi Monte Paschi: Quello che è successo con banca SNS in Olanda o RBS in Gran Bretagna potrebbe ripetersi in Italia

 

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Fatti di cronaca e spettacoli di arrestati dell’ultima ora a parte, resta sul tappeto il futuro dei risparmiatori del Monte dei Paschi di Siena. Se la banca venisse nazionalizzata, e sarebbe l’unica via percorribile per evitare che qualche sciacallo istituto bancario straniero la rilevasse a prezzi da saldo, cosa potrebbe accadere ai risparmiatori e agli investitori? Secondo gli esperti de “Il Sole 24 Ore“, fare previsioni precise è impossibile in quanto lo Stato deciderebbe in maniera indipendente a quali condizioni farlo e, in un momento di vacche magre come questo, non sarà certo generoso.

 

Obbligazionisti Monte dei Paschi: chi corre i veri rischi?

Guardando ai precedenti europei, di cui il recentissimo caso di SNS Reeal in Olanda o al più noto di Royal bank of Scotland, non c’è da stare tanto allegri. Posto che la tutela dei correntisti e degli obbligazionisti senior non verrà messa in discussione in quanto “garantiti” rispettivamente dal Fondo di Tutela Interbancario dei Depositi e dagli assets della banca, il problema si presenterebbe per gli azionisti e per i creditori subordinati. Questi subirebbero inevitabilmente perdite pesanti rischiando, nella peggiore delle ipotesi, come per il gli obbligazionisti SNS Bank, l’azzeramento dell’intero valore degli investimenti (Obbligazioni MPS: i rischi che si potrebbero correre).  Gli obbligazionisti subordinati, infatti, soprattutto i detentori di titoli “Tier I”, non godendo di alcuna garanzia preferenziale rispetto agli altri creditori, rischierebbero parecchio, mentre per gli azionisti ci sarebbe il pericolo di una sospensione dei titoli in borsa fino a quando la banca non sarà risanata anche con apposito aumento di capitale già in via di pianificazione come da rumors (vedi Parmalat). E già il mercato, che anticipa sempre scenari futuri, sta scontando queste eventualità: le azioni valgono poco più di 20 centesimi, mentre le obbligazioni perpetue Mps 7.99% Capital Trust I prezzano il 43% del valore nominale (come per SNS Bank prima della nazionalizzazione)

 

Conto corrente Mps: clienti e risparmiatori hanno sempre meno fiducia

 

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Ma non è solo il mercato a dare segnali preoccupanti di deterioramento del quadro finanziario in Mps. In questi ultimi giorni, dopo lo scoppio dello scandalo a Siena, si è registrata un’impennata di anomali bonifici e prelevamenti di denaro dai conti del gruppo bancario che non ha precedenti. Personale di agenzie e promotori finanziari riferiscono di continui alleggerimenti di depositi e prelievi anomali agli sportelli, anche se i vertici Viola e Profumo continuano a raccomandare ai risparmiatori di mantenere la calma poiché la banca non è affatto insolvente e tutto ciò che è venuto fuori quest’anno riguarda la passata gestione, non quella nuova che sta facendo un gran lavoro per rimettere le cose a posto. Parole sante, ma se fidarsi è bene, non fidarsi è meglio (MontePaschi suona l’allarme: rischio fuga dei correntisti)

E la fiducia a Siena l’hanno ormai persa in tanti. Del resto i banchieri, in genere, difficilmente sono disposti a riconoscere la gravità del problema pensando di essere in grado di superare la fase negativa così come altre volte in passato. Indiscrezioni riferiscono di una fuoriuscita di denaro a vario titolo dalle casse di Mps, mentre la raccolta sta calando da quando la magistratura ha aperto i fascicoli, anche se ciò, in questo momento, sembra essere un fenomeno generalizzato che coinvolge un po’ tutto il panorama bancario internazionale. Certo, non si tratta di una vera e propria corsa agli sportelli, ma c’è da chiedersi cosa succederà in futuro, perché naturalmente la situazione è molto simile a quella della banca olandese SNS prima della nazionalizzazione, anche se le motivazioni appaiono diverse. Pagheranno ancora una volta i contribuenti?

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Argomenti: Obbligazioni bancarie, Banca MPS, Obbligazioni subordinate