Al via regole Ue su titoli garantiti da bond sovrani

Lo scopo dei nuovi bond sarà quello di aumentare l'offerta di strumenti a basso rischio e favorire la diversificazione per le banche

di Mirco Galbusera, pubblicato il
Lo scopo dei nuovi bond sarà quello di aumentare l'offerta di strumenti a basso rischio e favorire la diversificazione per le banche

Sono pronte al via le regole Ue sui titoli garantiti da bond sovrani (sovereign bond-backed securities o Sbbs). Non si tratta di eurobond perché non c’è condivisione dei debiti pubblici tra gli Stati, dato l’incubo della Germania di pagare per le crisi di altri Paesi. Lo scopo dei Sbbs – scrive MF –  è piuttosto quello di aumentare l’offerta di strumenti a basso rischio e favorire la diversificazione per le banche che oggi acquistano soprattutto bond domestici. Dopo alcune analisi tecniche la Commissione Ue dovrebbe presentare la prima proposta di regolamento la prossima settimana (mercoledì o giovedì).

In base all’ultima bozza di Bruxelles, i Sbbs saranno creati da una cartolarizzazione che avrà come portafoglio sottostante i titoli di Stato dei Paesi dell’Eurozona in base al loro peso nel capitale della Banca Centrale Europea (l’Italia ha il 17,5%). È stata accantonata l’ipotesi di una suddivisione in base al debito in circolazione (l’Italia ne ha il 26,5%). I titoli Sbbs saranno emessi da un veicolo privato (special purpose entity) e collocati presso investitori in due o tre tranche, in modo che la parte senior (pari al 70%) sia sicura come un Bund. Il restante 30% potrà essere ripartito in un’unica quota subordinata (che subirà eventuali perdite prima dei senior) oppure in una mezzanina (20%) e una junior (10%). Sono previsti meccanismi di flessibilità per adattare il portafoglio e le tranche nel caso uno Stato abbia difficoltà sui mercati, come è successo per esempio alla Grecia durante la crisi del debito sovrano. Inoltre il documento Ue, che è di circa 50 pagine e potrà essere ancora modificato in qualche dettaglio prima della pubblicazione, risolve uno dei problemi principali della disciplina.

I titoli Sbbs saranno trattati come titoli di Stato (per i quali le banche non hanno bisogno di conservare capitale) e non come asset-backed securities (che invece richiedono requisiti patrimoniali aggiuntivi agli istituti di credito). La motivazione di Bruxelles è che i Sbbs, sebbene frutto di una cartolarizzazione, saranno strumenti sicuri e liquidi come lo sono i bond pubblici sottostanti (proprio per questo motivo è difficile trovare una ragione economica per l’accanimento nordeuropeo verso i titoli di Stato, che ha invece motivazioni politiche e di sfiducia). Insomma i Sbbs non avranno nulla a che fare con i problemi dei subprime: saranno invece molto più vicini alle cartolarizzazioni “semplici, trasparenti e standardizzate” su cui stanno lavorando le autorità europee e internazionali (ieri Iosco e Comitato di Basilea hanno pubblicato i criteri per identificarle). Perciò i Sbbs avranno il vantaggio patrimoniale dei titoli di Stato (in tal senso sarà modificato il regolamento Crr) e saranno considerati asset di livello 1, validi anche per il raggiungimento dei requisiti di liquidità delle banche.

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Argomenti: Obbligazioni sovranazionali