Al via il bond Camfin convertibile in azioni Pirelli

Raccolti 150 milioni di euro fra polemiche e ricorsi legali per rimborsare una linea di credito bancaria. Interessi al 5,625% per cinque anni e possibilità di rimborso in azioni

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Raccolti 150 milioni di euro fra polemiche e ricorsi legali per rimborsare una linea di credito bancaria. Interessi al 5,625% per cinque anni e possibilità di rimborso in azioni

Emesso con successo il tanto discusso bond Camfin convertibile in azioni Pirelli. In due giorni sono stati raccolti 150 milioni di euro fra polemiche e azioni legali per rimborsare una linea di credito bancaria in scadenza. L’emittente, non certo di massimo standing a livello internazionale, ha dovuto offrire un tasso d’interesse fisso del 5,625% per cinque anni e la possibilità di rimborsare il capitale in azioni Pirelli per comprire il book. Una emissione che, però, è nata male perchè non tutti i soci della Camfin erano d’accordo già dalla scorsa estate e, fra un consiglio di amministrazione e l’altro, la decisione è stata tirata per le lunghe. Alla fine l’ha spuntata Tronchetti Provera. Il lungo braccio di ferro con i Malacalza, soci di minoranza (12%) della Camfin che controlla Pirelli s.p.a., (41%) è stato vinto dal suo presidente, come nella logica delle società di capitali dove il più forte comanda. La controversia verteva sostanzialmente su come rifinanziare il debito da 132,4 milioni di euro in scadenza verso le banche a fine anno: se tramite un aumento di capitale o l’emissione di un’obbligazione convertibile in azioni Pirelli. I Malacalza avrebbero preferito la prima soluzione, anche per incrementare la loro partecipazione nella cassaforte della Pirelli, mentre Provera si è opposto tenacemente onde evitare di tirar fuori altri soldi col rischio di perderne il controllo ma rischiando di indebitare ulteriormente la società.

 

Obbligazioni convertibili Camfin 5,625% comprate dalle banche creditrici 

 

Il bond convertibile da 150 milioni di euro è stato offerto a investitori istituzionali, anche se appare evidente che una buona fetta sia stata sottoscritta dalle stesse banche creditrici della “linea A” di finanziamento che ne hanno garantito il successo.

L’obbligazione è infatti collegata a quasi 28 milioni di azioni Pirelli (il 5,85% del capitale ordinario) e, salvo ipotesi di conversione o richiamo anticipato come previsto dal regolamento, il bond sarà rimborsato alla pari il 26 ottobre 2017 e avrà un tasso fisso con cedola annua del 5,625%. Il premio di conversione – si apprende da un comunicato – è stato fissato al 30% sopra il prezzo di riferimento di Euro 8,7419, calcolato in base alla media ponderata dei pezzi per i volumi delle azioni ordinarie Pirelli sulla Borsa Italiana tra il lancio e la definizione dei termini finali. Entro la data di emissione delle Obbligazioni (26 ottobre), Camfin trasferirà all’Emittente 27.831.232 azioni ordinarie Pirelli – non apportate al Sindacato di Blocco Pirelli, di cui Camfin è parte – e rappresentative del 5,85% del capitale ordinario di Pirelli. Il premio di conversione iniziale delle Obbligazioni (come eventualmente rettificato di volta in volta) rappresenta approssimativamente il 2,8% del capitale ordinario di Pirelli. I titoli di tipo senior unsecured, saranno collocati da Banca IMI, BNP Paribas e UniCredit Bank AG in qualità di Joint Bookrunner e saranno poi quotati presso la borsa di Francoforte per tagli nominali minimi di 100.000 euro. 

 

I Malacalza fanno ricorso in Tribunale contro l’emissione del convertibile Camfin

 

Secondo gli analisti di Nomura Security, l’obbligazione convertibile Camfin, così com’è stato strutturato dall’emittente è sicuramente una valida scommessa che potrebbe spingere le quotazioni al rialzo già dopo i primi scambi. Lo strike fissato a circa 11,36 euro sulle azioni Pirelli è un obiettivo distante il 30% dalle quotazioni attuali (vedi grafico a lato), ma non impossibile da raggiungere in caso di ripresa dell’economia. Inoltre Pirelli è ben diversificata e posizionata a livello mondiale, tanto che gli analisti di Banca Profilo, banca Aletti, Citigroup, Natixis e Deutsche Bank, in un momento difficile come questo, raccomandano di acquistare con target price sopra i 10 euro. Se, infatti, il titolo Pirelli dovesse superare lo strike price, per Camfin diventerebbe eccessivamente onerosa l’obbligazione convertibile, per la quale gli investitori chiederebbero la conversione in azioni Pirelli mettendo alle corde Camfin che dovrebbe così tirar fuori più soldi di quanti preventivati a favore degli obbligazionisti o essere costretta a rimborsare anticipatamente il bond. Oltre al pagamento di interessi che per un’obbligazione convertibile di questo tipo sembrano esagerati. E su questo fondamentale aspetto i tre membri del Consiglio di Amministrazione di Camfin designati da Malacalza Investimenti, hanno manifestato il proprio dissenso rispetto all’emissione delle Obbligazioni. Come precisa un comunicato della società, hanno quindi dato avvio a un’azione legale dinanzi al Tribunale di Milano affinché sia dichiarata l’invalidità delle delibere del Consiglio di Amministrazione del 10 e del 29 agosto 2012, ai sensi delle quali Camfin ha assunto la decisione di perseguire la prospettata emissione di obbligazioni exchangeable.

Insomma, una situazione che sembra penalizzare l’emittente a tutto vantaggio degli obbligazionisti. Una volta tanto.

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