Abbiamo davvero bisogno del BTp Salute proposto dal Movimento 5 Stelle?

I 'grillini' in Parlamento propongono il lancio di nuovi titoli di stato per combattere l'emergenza Covid-19. Dubbi sull'opportunità di una loro emissione.

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BTp Salute, la proposta dei 5 Stelle in Parlamento

Agli inizi del prossimo anno il Tesoro dovrebbe emettere il suo primo BTp green, dopo essere stato reduce quest’anno di due emissioni di BTp Futura, di un altro BTp in dollari e un nuovo BTp Italia. E già è stata lanciata la proposta di un ennesimo collocamento peculiare: il cosiddetto BTp Salute. A idearla è stato il portavoce del Movimento 5 Stelle alla Commissione Finanze della Camera, Davide Zanichelli, secondo cui bisognerebbe emettere un titolo di stato appositamente pensato per combattere l’emergenza Covid-19. I proventi della raccolta sarebbero destinati al potenziamento delle strutture sanitarie, agli investimenti in nuove strumentazioni e al sostegno della ricerca e dello sviluppo.

La proposta è stata presentata come emendamento alla legge di Bilancio. Per diventare operativa, dovrà superare l’ostacolo delle pregiudiziali di costituzionalità, dopodiché dovrà essere approvata dalla Commissione e dall’Aula e successivamente implementata tecnicamente dal Ministero dell’economia e finanze. L’operazione richiederebbe verosimilmente diversi mesi per essere attuata. E dubitiamo che i tecnici del Tesoro daranno l’avallo al BTp Salute, impegnati già come sono a garantire il successo di emissioni mai così intense come in questi mesi.

Già con il lancio del BTp Italia maggio 2025 il Tesoro spiegò agli italiani che i proventi della raccolta sarebbero stati destinati alla lotta contro la pandemia. Un paio di mesi più tardi arrivò il primo BTp Futura, bond esclusivamente retail, e la narrazione fu la stessa: i soldi serviranno a investire nella sanità e a lenire gli effetti della crisi scatenata dal Covid-19. Adesso, arriverebbe uno strumento che già dalla denominazione prevedrebbe un vincolo di destinazione. Perché? Simili operazioni si compiono quando si vogliono attirare capitali per uno scopo preciso, puntando sulla sensibilità degli investitori riguardo a uno specifico tema.

Sarà questa la motivazione per il lancio del primo BTp green tra qualche mese.

Perché la corsa dei BTp riguarderà più le lunghe scadenze

Rischio boomerang sui mercati

Tuttavia, di tutto potremmo lamentarci in questa fase, tranne che dell’afflusso dei capitali sui mercato sovrano italiano. La curva dei rendimenti lungo le scadenze è crollata ai minimi di sempre. Oggi come oggi siamo in grado di indebitarci a 10 anni al costo dello 0,60%, mentre fino ai 5 anni guadagniamo dalle emissioni. A novembre, il rendimento medio lordo ponderato sul mercato non ha raggiunto neppure un terzo di punto percentuale. Vero, altrove (Spagna e Portogallo, nel confronto diretto) va anche meglio, ma va considerato il rischio sovrano tricolore, percepito relativamente più alto.

Ha senso inventarsi un bond tematico, quando già oggi, e grazie solamente alla BCE, stiamo riuscendo a completare il calendario delle aste per il 2020 con una raccolta lorda record di oltre 500 miliardi di euro? Il rischio di strafare esiste. Il BTp Salute verrebbe percepito dal mercato come un guanto di sfida lanciato dall’Italia al MES sanitario. E se c’è una legge che non va mai disattesa è quella di non ingaggiare mai una guerra, se non sei sicuro di poterla vincere. Il BTp Salute rischia di alimentare tensioni e polemiche, in molti investitori lo vedrebbero come uno strumento finanziario “sovranista” in ottica anti-MES per fare a meno dei fondi europei stanziati per la sanità praticamente senza condizioni, a parte quella del vincolo di destinazione. E guardando all’identikit dei proponenti, in questi giorni lacerati sulla riforma del MES, non si avverte alcun bisogno di scatenare guerre inutili, che come sistema-Paese potremmo solamente perdere.

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