Lagarde (Fmi): crescita economica globale stabile, ma non in Europa

Secondo l'Fmi l'espansione economica globale è diventata meno equilibrata e i rischi al ribasso sono in aumento

di Mirco Galbusera, pubblicato il
Secondo l'Fmi l'espansione economica globale è diventata meno equilibrata e i rischi al ribasso sono in aumento

Il Fondo Monetario Internazionale ha lasciato invariate le proprie stime sulla crescita globale, prevista al 3,9% a/a sia nel 2018 sia nel 2019. Secondo l’Fmi, sebbene il progresso dell’economia globale non sia stato rivisto al ribasso, l’espansione è diventata meno equilibrata e i rischi al ribasso sono in aumento.

La previsione è contenuta nell’update estivo al suo World Economic Outlook. Il tasso di espansione di alcune economie dovrebbe aver raggiunto il suo picco e la crescita è diventata meno sincronizzata, dicono dall’Fmi, con gli Stati Uniti ancora forti, mentre la stima su Ue e Giappone è stata rivista al ribasso. Una divergenza si registra anche tra gli emergenti, con il rafforzamento dei Paesi esportatori di petrolio e l’indebolimento di Argentina, Brasile e India.

Tra i rischi per l’outlook globale, il maggiore è quello rappresentato dal protezionismo. Passando alla politica, “è inutile negare come le relazioni tra Usa e Russia siano in un momento difficile, ma credo che oggi abbiamo fatto il primo passo per migliorarle”, ha detto il presidente russo Vladimir Putin, durante la sua conferenza stampa congiunta Donald Trump dopo il meeting bilaterale che si è svolto ad Helsinki. Secondo Putin, è “necessario ristabilire la cooperazione” tra i due Paesi, “in particolare sul tema della non proliferazione nucleare”. In questo campo, il presidente russo ha detto di essere felice della distensione sulla Nord Corea, ma ha criticato Trump per essersi ritirato dall’accordo sul nucleare iraniano.

Valute

Il dollaro è rimasto sotto pressione durante la seduta asiatica dopo essersi deprezzato nella seduta di ieri, in attesa dell’audizione del presidente della Federal Reserve, Jerome Powell, al Congresso Usa. Gli investitori monitoreranno con attenzione le parole del numero uno della Fed per capire se la visione dell’Istituto sulla politica monetaria sia cambiata in un contesto in cui i dati macroeconomici mostrano solidità, ma in cui si stanno anche intensificando i timori sul fronte commerciale. Eventuali indicazioni di una possibile accelerazione nel percorso di inasprimento della politica monetaria darebbero una spinta al biglietto verde. Entrando nel dettaglio dei principali cross, l’ euro/usd tratta poco sopra 1,17 a 1,1715, l’usd/yen viaggia sopra 112 a 112,425 e il gbp/usd è sopra 1,32 a 1,3246.

Titoli di Stato

La possibilitá che la Banca Centrale Europea acquisti piú titoli a lunga e lunghissima scadenza nel quadro dei suoi reinvestimenti, per controllare la duration del suo portafoglio, ha portato ad un calo dei rendimenti su questi bond. Secondo lo strategist di Ubs Norbert Aul, però, questo cambiamento nell’operativitá della Bce “non dovrebbe avere un impatto materiale sui rendimenti dei titoli sovrani europei a lungo termine”. Controllare la duration del portafoglio di titoli della Bce “è molto difficile”, spiegano da Ubs, “per la frammentazione di emittenti ed emissioni, per la limitata flessibilitá sull’allocazione del capitale e le differenze nei livelli di liquiditá” sui diversi mercati obbligazionari europei. L’estensione della duration “che riteniamo possibile per la Bce attraverso i reinvestimenti non cambia la nostra previsione per un rialzo dei rendimenti sui titoli a lunga scadenza”, conclude Aul. Infine il rendimento del Treasury decennale ha archiviato la seduta di ieri in rialzo al 2,856% rispetto al 2,831% di venerdì dopo le solide vendite al dettaglio Usa pubblicate ieri. Quello del biennale è invece salito al 2,601%, sui massimi da luglio del 2008.

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Argomenti: Macroeconomia

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