3W Power va in default, quale futuro per gli obbligazionisti?

La società non paga la cedola di dicembre, si tiene i soldi in cassa e cerca di ristrutturare il debito per evitare il fallimento. I conti vanno male, ma la società si può salvare

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La società non paga la cedola di dicembre, si tiene i soldi in cassa e cerca di ristrutturare il debito per evitare il fallimento. I conti vanno male, ma la società si può salvare

Giorni ormai contati per 3W Power. La società tedesca che controlla AEG Power Solutions di cui avevamo già parlato a inizio mese, ha comunicato la sospensione della cedola prevista per il 1 dicembre (3W Power (AEG) in cerca di un accordo coi creditori. Si rischia la bancarotta).

 

Default 3W Power: la cronaca 

Con un comunicato diramato nelle prime ore della giornata, la società controllata dal fondo Ripplewood (35,9%) e Deutsche Bank (29,3%), ha deciso di avvalersi del periodo di grazia di 30 giorni per pagare la cedola annuale del 9,25% a valere sul prestito obbligazionario da 100 milioni con scadenza 2015 (Isin DE000A1A29T7). Una misura dilatoria che spesso porta al default: statisticamente, come rivelato da JP Morgan, meno di 1 un emittente su 5 adempie ai propri obblighi nel periodo di grazia. Tecnicamente la misura è stata adottata per consentire agli obbligazionisti di discutere una ristrutturazione del debito che implicasse una riduzione del pagamento degli interessi sul bond, ma la riunione programmata per il 25 novembre è saltata per mancanza di un sufficiente numero di partecipanti e posticipata al 18 dicembre. Meeting che somiglia tanto a quanto tentato da Praktiker, altra importante industria tedesca, poi finita disgraziatamente coi libri in tribunale la scorsa primavera.

 

Obbligazioni 3W Power 9.25% 2015 verso la ristrutturazione

 

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Le prime reazioni alla sospensione della cedola hanno visto il titolo azionario quotato alla borsa di Francoforte salire del 4%, mentre il bond è franato verso nuovi minimi intorno all’8% del nominale. Posto che gli interessi maturati difficilmente saranno pagati entro l’anno, benché i soldi in cassa ci siano, l’agenzia di rating Standard & Poor’s è pronta a mettere la società in SD (selective default) la prossima settimana.

D’altro canto AEG Power Solutions si appresta a ristrutturare il debito nel tentativo di evitare il fallimento cercando un accordo in extremis coi creditori e possibilmente anche qualche finanziatore esterno, come avvenuto nel caso di SolarWorld. Alla fine di Ottobre, AEG Power Solutions aveva in cassa 32,4 milioni di euro e un portafoglio crediti per oltre 66 milioni, migliore rispetto al 30 Settembre 2013. Questo – secondo gli analisti – dovrebbe consentire alla società di adempiere all’ordinaria gestione delle attività industriali rimanendo anche attrattiva sul mercato. Pertanto, a meno che i creditori non forzino la mano sul pagamento della cedola da 9,25 milioni entro il 31 dicembre, AEG Power Solutions dovrebbe essere in grado di restare a galla nel 2014. Chiaramente, una richiesta di rimborso anticipato di 100 milioni di obbligazioni – come previsto dal regolamento – vedrebbe costretta la società a chiedere la protezione dei creditori secondo la legislazione olandese.

 

I bond 3W Power saranno convertiti in azioni?

 

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Ora, tutto sta nel trovare una soluzione per evitare il peggio – osserva Olag Mennheimer di Commertzbank – tenuto conto che il bond è in mano più che altro a fondi hedge e (ormai) pochi risparmiatori retail. Come sempre, chi rastrella bond a prezzi “distressed” lo fa con l’unico scopo di subentrare nel capitale, impadronirsi della società a prezzi stracciati per poi renderla profittevole o rivenderla a pezzi. E’ il gioco dei fondi speculativi che entrano nella partita quando ormai appare inevitabile che per stare in piedi l’azienda necessita di un aumento di capitale in natura. Pena il fallimento. E se la società è in mano a banche e fondi d’investimento, questa è un’opzione che si cerca sempre di evitare, varando anche un piano industriale meritevole o cedendo assets. Nel terzo trimestre 2013 gli ordinativi e i ricavi delle attività “solar” sono crollati, mentre nel settore “Energy Efficiency Solutions” sono rimaste sostanzialmente stabili. Il mercato rimane difficile – hanno commentato i vertici del gruppo – e un recupero dei margini e degli ordinativi è previsto solo fra 12-18 mesi. Al 30 settembre i ricavi di AEG Power Solutions erano scesi a 206 milioni (-2,6%) principalmente a causa del crollo degli ordini di dispositivi nel settore “solar”, mentre l’ebitda è passato in territorio negativo a 16,4 milioni.

[fumettoforumright]Numeri che si vanno a raffrontare con una perdita di esercizio del 2012 di 176 milioni a fronte di un giro d’affari di 370 e assets valorizzati 364 milioni (sul risultato finale ha pesato anche un mancato pagamento di commesse per il 37% degli ordini consegnati a Cipro) suscettibili, però, di pesanti svalutazioni. Il debito lordo è di circa 260 milioni, costituito da 100 milioni di obbligazioni senior unsecured, 85 milioni di crediti verso fornitori e altri 79 da prestiti bancari e imposte differite.

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