Wuhan, in arrivo il team di esperti dell’Oms per capire l’origine del Coronavirus

Tra pochi giorni la missione internazionale

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Tra pochi giorni la missione internazionale

Pechino insiste e continua a sostenere che il virus non è nato in Cina ma all’estero. Ma alla fine i visti per la squara ‘investigativa’ sono stati concessi. Si tratta di una missione internazionale di un team di esperti dell’organizzazione mondiale della sanità che arriverà in Cina giovedì, con l’obiettivo di indagare sulle origini del Covid. La scorsa settimana il direttore dell’Oms Tedros Ghebreyesus si era detto “molto deluso” per il fatto che la Cina non avesse ancora autorizzato l’ingresso, una rara espressione di frustrazione da parte di un funzionario sempre molto morbido verso Pechino.

 

Il team, che include i massimi esperti mondiali di malattie zoonotiche, esaminerà le prove già raccolte sul campo negli ultimi mesi da scienziati cinesi e le userà come base per ulteriori studi. Particolarmente attesi sono i colloqui con i venditori del mercato di Wuhan, ai quali sarà chiesto in che modo pensano di essersi infettati con il virus. Il SARS-CoV-2 è simile, ma non identico, a un coronavirus individuato nei pipistrelli ferro di cavallo: si pensa pertanto che abbia contagiato un animale intermedio prima di compiere il salto verso la nostra specie.

 

Ora la situazione si è sbloccata, Tedros ha scritto che l’Oms “non vede l’ora di lavorare con le controparti cinesi”. Ma i dubbi sulla reale volontà del Dragone di collaborare, al di là delle parole, sono tutt’altro che fugati. Il telegrafico comunicato con cui il governo annuncia l’arrivo degli scienziati, una frasetta, non specifica quale sarà il loro itinerario. E ieri pomeriggio un portavoce del ministero degli Esteri ha ribadito la posizione ufficiale del regime, cristallizzata da lunga campagna di disinformazione, secondo cui l’indagine su Sars-Cov-2 deve “coinvolgere diversi Paesi”, perché non è detto che l’origine sia in Cina.

 

La missione dovrebbe durare sei settimane, incluse due di quarantena all’ingresso nel Paese. La Cina, che mette in atto misure molto severe di isolamento anche per le persone positive ma asintomatiche, relegate in apposite strutture fino a completa negativizzazione, ha praticamente azzerato i casi dichiarati di Covid; intanto, i media di Stato insistono sul fatto che il virus esisteva all’estero prima di essere scoperto – e importato – a Wuhan. Polemiche per la selezione che il governo cinese avrebbe attuato in merito agli scienziati da ospitare a Wuhan.Il 23 ottobre 2020 l’Oms aveva riferito di aver avviato una collaborazione con i più competenti scienziati cinesi per risalire alle origini del virus.

 

Il piano annunciato era articolato in due fasi, la prima delle quali strettamente “territoriale” e affidata ai soli esperti della Cina. L’arrivo a Wuhan di delegati internazionali potrebbe significare l’avvenuta acquisizione dei primi indizi e il passaggio a una seconda fase. Il mercato del pesce di Wuhan è solo una delle possibili piste seguite: anche se non è certo che il salto del virus all’uomo sia avvenuto tra quei banconi, il contesto affollato e di prossimità con gli animali potrebbero aver agito da moltiplicatori iniziali.

 

 

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