World Nutella Day: la festa è globale, ma c’è chi dice no

Nel giorno in cui si celebra la crema alle nocciole, la Calabria dice no allo sfruttamento delle sue terre. Una contro-notizia nel World Nutella Day.

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Nel giorno in cui si celebra la crema alle nocciole, la Calabria dice no allo sfruttamento delle sue terre. Una contro-notizia nel World Nutella Day.

Il 5 febbraio si festeggia dal 2007 il World Nutella Day, una iniziativa che ha l’obiettivo di riunire tutti coloro che amano la più famosa crema alle nocciole del mondo, inventata nel lontano 1964 da un certo Michele Ferrero. L’appuntamento prevede un coinvolgimento della community globale con la pubblicazione di foto e resoconti della propria giornata dedicata alla Nutella con l’hashtag #worldnutelladay. Certo, ne sono passati di decenni da quell’esordio ed è cambiata anche radicalmente la filosofia che è alle spalle della Nutella: la Ferrero oramai è una vera e propria multinazionale e si comporta esattamente come ci si attenderebbe da una multinazionale, non a caso oggi 5 febbraio i festeggiamenti per il World Nutella Day si terranno anche ai McDonald’s, dove esordirà il nuovo McCrunchy Bread, nient’altro che pane e nutella.

Ebbene, è notizia di oggi che c’è qualcuno che dice no alla Nutella: ‘La Ferrero in Calabria? La nostra produzione di nocciole è incompatibile con una logica globalizzata’ dice il presidente del Consorzio di Valorizzazione e Tutela della Nocciola di Calabria di Torre di Ruggiero, Giuseppe Rotiroti.

Altro che World Nutella Day 2020: la Calabria dice no alla Ferrero

Proprio nella giornata del World Nutella Day 2020 arriva questa notizia che certo non è la migliore pubblicità per la crema alle nocciole della Ferrero. Il Presidente Rotiroti ci va giù con una certa veemenza: “Da giorni ha trovato spazio la notizia sull’arrivo salvifico in Calabria della Ferrero, multinazionale che, questa la narrazione, determinerebbe la rinascita ed il rilancio della filiera corilicola calabrese“. Si tratterebbe di una narrazione completamente sballata: la tipologia di nocciola calabrese non ha le caratteristiche idonee per la super-produzione di Nutella, i suoli non si prestano a uno sfruttamento intensivo e soprattutto non si è disposti a mandare al macero secoli di cultura agricola per una concezione di produzione che condurrebbe anche e soprattutto all’abbassamento della qualità del prodotto tipico calabrese.

Secondo il presidente Rotiroti, il progetto della multinazionale non può essere accolto perché prevedrebbe, oltre una crescita dell’intensità della produzione, anche la trasformazione del prodotto al di fuori della Calabria, cosa che non permetterebbe alla regione di strutturare una filiera produttiva: semplificando al massimo, si rovinerebbero i suoli e la tradizione calabrese, si abbasserebbe la qualità delle nocciole, e in più non si attiverebbero meccanismi virtuosi per la crescita economica dei territori.

Una proposta politica dalla Calabria contro lo strapotere della Ferrero

Il presidente Rotiroti ha anche annunciato quale potrebbe essere una possibile linea di sviluppo della produzione di nocciole senza dover necessariamente cedere al potere globalizzato delle multinazionali: “chiediamo da tempo al Ministro Bellanova la convocazione del Tavolo Corilicolo nazionale e condividiamo le valutazioni espresse del presidente nazionale ‘Città della nocciola’ Rosario d’Accunto, secondo cui la corilicoltura non può e non deve essere abbandonata alle scelte delle multinazionali“. Difficile che la ministra possa rispondere proprio nel giorno del World Nutella Day, difficile forse che possa rispondere in generale.

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