Wimbledon 2022 senza tennisti russi? Ecco come la pensa Adriano Panatta

Le dure parole di Adriano Panatta in merito alla decisione di escludere i tennisti russi da Wimbledon 2022.

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Wimbledon 2022

Adesso si sta davvero esagerando. La situazione di escludere dal mondo dello sport e dello spettacolo i russi sta diventando parossistica, se non addirittura grottesca e razzista. Wimbledon 2022 farà a meno dei tennisti russi e a dire la sua scagliandosi contro la decisione stavolta è anche il grande Adriano Panatta.

Wimbledon 2022, niente Russia

Non ci sarà la rappresentanza russa a Wimbledon 2022, ma cosa c’entrano i russi estranei alla guerra di Putin contro l’Ucraina contro il resto del mondo? L’idea dell’Alleanza Atlantica è quella di colpire i personaggi facoltosi economicamente del paese per indebolire la marcia di Putin. Ma in questo modo non si finisce dalla parte del tordo? Vogliamo forse a breve metterli anche nei campi di concentramento come fecero i nazisti con gli ebrei? Insomma, ora si sta davvero esagerando ed anche il grande Panatta si scaglia contro il sistema occidentale.

Ecco le parole di Panatta al riguardo: tennisti russi esclusi da Wimbledon 2022? La trovo una str…ata, se posso utilizzare questo termine. Medvedev e Rublev tra l’altro mi pare abbiano già dissentito da quanto sta facendo il loro Paese”. I succitati tennisti esclusi quindi avevano anche preso le distante dalla decisione di Putin di invadere l’Ucraina, quindi cosa centra tutto questo con lo sport e la scelta politica del proprio paese che ormai non li rappresenta più?

Wimbledon 2022, parla Panatta

Non è un caso isolato, insomma la situazione sta davvero sfuggendo di mano. Le sanzioni dovrebbero continuare a essere l’arma perseguibile per bloccare l’avanzata e le intenzioni di Putin ma si continua a colpire chi invece non ha colpa. Ecco come ha continuato Panatta in merito: “I tennisti russi sono persone che fanno questo di lavoro.

Un ingegnere russo che è a Londra allora non dovrebbe più lavorare?”. Ma Panatta andrebbe in Russia per la coppa Davis? “No, non ci andrei. Non andrei mai in una nazione dove c’è la guerra”.

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