Virus vaiolo delle scimmie, nuovi casi in Italia, ecco come si trasmette: sangue, sperma e latte materno

Virus vaiolo delle scimmie, a cosa bisogna fare attenzione.

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Virus vaiolo delle scimmie

Il virus del vaiolo delle scimmie continua a preoccupare l’Europa. Ieri sera il Ministero della Salute ha pubblicato una circolare, intitolata Aggiornamento sulla situazione epidemiologica e indicazioni per la segnalazione, il tracciamento dei contatti e la gestione dei casi, dove si cerca di dare delle indicazioni sulla quarantena riferita ai contatti stretti e la possibile vaccinazione. Finora sono 6 i casi accertati di vaiolo delle scimmie. Quattro ragazzi sono ricoverati, uno è seguito a domicilio. Nonostante non sussista nessun allarme il sistema di sorveglianza infettivologica è in stato di massima attenzione.

Virus vaiolo delle scimmie, a cosa bisogna fare attenzione

Ma quali sono i sintomi e i segni a cui bisogna far attenzione? Nella circolare si legge che:

“I contatti devono essere monitorati almeno quotidianamente per l’insorgenza di segni/sintomi riferibili a MPX per un periodo di 21 giorni dall’ultimo contatto con un paziente o con i suoi materiali contaminati durante il periodo infettivo”. Segni e sintomi includono “mal di testa, febbre, brividi, mal di gola, malessere, astenia, mialgia, mal di schiena, eruzione cutanea e linfoadenopatia”.

Inoltre, devono misurarsi la febbre più volte al giorno ed evitare il contatto con persone immunodepresse, donne in gravidanza e bambini di età inferiore ai 12 anni.

Come ci si contagia

Ma come si viene contagiati con il virus delle scimmie? In base a ciò che sottolinea la circolare, la diffusione del virus avviene tramite contatto stretto, quindi durante le attività sessuali o tramite sangue. La possibilità di trasmissione senza contatto stretto risulta bassa.

Intanto, due nuovi casi di vaiolo delle scimmie sono stati segnalati in Lombardia. Quindi salgono a tre i casi nella regione. Secondo la Direzione generale Welfare che ha diramato la nota:

«Il primo paziente è stato diagnosticato positivo dal San Raffaele di Milano con il supporto dell’Asst Sacco.

Il secondo è stato riscontrato dall’ospedale di Verona. Entrambi i casi sono riconducibili a cluster internazionali ed entrambi i pazienti sono ora in isolamento presso il loro domicilio, sotto osservazione e in condizioni stabili non preoccupanti».

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