Violenza sulle donne: codice rosso approvato, ecco cosa prevede

Nella giornata di ieri 17 luglio 2019 è stato approvato il Ddl detto "codice rosso" contro la violenza sulle donne: ecco le misure rilevanti compreso il reato di revenge porn.

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Nella giornata di ieri 17 luglio 2019 è stato approvato il Ddl detto

Nella giornata di ieri 17 luglio 2019 è stato approvato dal Senato il Ddl detto “Codice rosso” contro la violenza sulle donne con nessun voto contrario, 197 voti a favore e 47 astensioni. Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, quindi, sarà Legge.

Codice Rosso contro la violenza sulle donne: Ddl approvato

Il ddl contro la violenza sulle donne era passato alla Camera senza che vi fossero delle modifiche e ieri c’è stata l’approvazione definitiva di esso del Senato. Hanno votato a favore il Movimento Cinque Stelle, Forza Italia, Fratelli d’Italia, la Lega e le Autonomie.

Si sono invece astenuti i senatori del Partito Democratico e quelli di Leu.

Tale disegno di legge era stato varato alla fine del mese di novembre 2018 dal Consiglio dei Ministri e sostenuto con forza anche da Giulia Bongiorno e da Alfonso Bonafede. Il testo del Ddl prevedeva inizialmente che vi fosse una procedura più veloce delle denunce ed una corsia preferenziale. Nel corso dell’iter in commissione di Giustizia di Montecitorio, però, è stato più volte cambiato con l’aggiunta di numerosi articoli. Le novità più rivelanti, però, sono state inserite durante l’esame della Camera come il reato del revenge porn che ha suscitato un forte scontro tra la maggioranza e le opposizioni.

Revenge Porn: ecco cos’è

Chi invierà, consegnerà, cederà, pubblicherà delle foto o video di organi sessuali o a contenuto sessuale esplicito di una persona senza il suo consenso rischierà una pena da 1 a 6 anni di carcere nonché una multa da 5.000 a 15 mila euro. La medesima pena, poi, sarà anche applicata a chi, avendo tra le mani tali immagini, le invierà, le cederà, le pubblicherà o le diffonderà senza che l’interessato ne sia al corrente per il solo scopo di danneggiarlo. La pena sarà ancora più aspra se verranno usati degli strumenti informatici.

Le altre misure rilevanti del ddl Codice Rosso

Le altre misure principali del provvedimento riguarderanno anche le denunce e le indagini. La polizia giudiziaria, infatti, avrà il compito di comunicare al magistrato notizie inerenti a violenza sessuale, lesioni aggravate in famiglia, atti di persecuzione e maltrattamenti. La vittima, poi, dovrà essere ascoltata dal Pubblico Ministero entro tre giorni dall’iscrizione della notizia di reato. E ancora, saliranno le pene per la violenza sessuale a 6-12 anni mentre oggi la pena minima è di 5 fino ad un massimo di 10 anni.

Per lo stalking si rischierà invece il carcere fino ad un massimo di 6 anni e 6 mesi mentre per i maltrattamenti in famiglia contro conviventi o familiari si rischierà di finire in carcere fino a 7 anni. Infine chi aggredirà una persona lasciandole lesioni permanenti che ne deformeranno l’aspetto sarà punito con la reclusione da 8 a 14 anni mentre se la vittima morirà scatterà l’ergastolo. Infine se un matrimonio verrà indotto con violenza o minaccia si verrà puniti con 1 fino a 5 anni di galera che saliranno a 6 se in ballo ci saranno dei minorenni.

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