'Variante Omicron, chi rischia la reinfezione, come riconoscerla sui vaccinati

Variante Omicron, chi rischia la reinfezione e come riconoscerla sui vaccinati

Chi rischia di contagiarsi due volte con la variante Omicron e come riconoscerla.

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Nuova variante indiana

La variante Omicron sta cambiando le carte in tavola e secondo gli ultimi studi anche se provocherebbe sintomi lievi, di contro causerebbe anche più reinfezioni anche in chi è già stato contagiato.

Chi rischia di contagiarsi due volte con la variante Omicron

L’unica arma contro la variante Omicron rimane la terza dose, il problema che per molte persone la data della dose booster non è vicinissima e per questo motivo si rischia il contagio con due dosi. Uno studio dell’Imperial College di Londra ha dimostrato che con la Omicron il rischio di reinfezione è 5,4 volte maggiore rispetto alla Delta anche se le ospedalizzazioni risultano ridotte del 20% rispetto alla variante Delta e del 40% di essere ricoverati per più di 1 giorno. Attualmente si tratta di dati da confermare, in quanto lo studio è stato svolto le prime due settimane di dicembre, quando i contagi erano ancora bassi.

Secondo uno studio dell’Uomc Children’s Hospital di Pittsburgh e della University of Pittsburgh a rischiare di più di riprendere ll covid-19 sono i giovani sotto i 30 anni a causa di una memoria anticorpale non del tutto buona che li renderebbe meno immuni da una seconda infezione.

I sintomi della variante sudafricana sui vaccinati

Intanto, il direttore di Oms Europa, Hans Kluge e nuovi studi sembrano confermare che la variante Omicron provoca sintomi più leggeri rispetto alla Delta e l’89% dei contagiati sviluppa sintomi di breve durata come tosse, mal di gola, febbre, dolori muscolari e colpirebbe le alte vie respiratorie lasciando indenni i polmoni. Di contro è molto più contagiosa, quindi se in una stanza c’è un positivo almeno 6 persone rischiano di essere infettate. Per questo motivo lo scorso 20 dicembre in Italia era al 30% di prevalenza e il giorno di Natale sarebbe già arrivata al 45%.

Nei prossimi giorni diventerà quindi prevalente.

Vedi anche: Variante Omicron: ecco quali sono i sintomi e le differenze con la Delta

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