'Variante Omicron: arrivano i primi dati sull'efficacia dei vaccini

Variante Omicron: arrivano i primi dati dal Sud Africa sull’efficacia dei vaccini

Arrivano i primi dati dal Sud Africa sull'efficacia dei vaccini per contrastare la variante Omicron.

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Variante Omicron 5 Italia

Arrivano i primi dati dall’Africa, come riporta anche Ilcorriere.it, sull’efficacia dei vaccini per contrastare la terribile variante Omicron. Essi si riferiscono alle prime settimane e riguardano gli assistiti (di solito più sani) della più importante assicurazione sanitaria del paese. Lo studio però non è stato pubblicato mentre i dati sono stati resi noti dalla compagnia sanitaria.

I primi dati dell’efficacia del vaccino contro la variante Omicron

Dai primi dati comunicati dal Sudafrica emerge che 2 dosi di vaccino Pfizer hanno ridotto le ospedalizzazioni del 70% rispetto ai non vaccinati. Sicuramente la protezione è un poco minore rispetto alla variante Delta ma il risultato viene considerato comunque buono per un vaccino. La protezione risulta essere simile nelle varie fasce di età mentre un po’ più bassa per chi ha dai 60 ai 69 ani (67%) e per chi ha dai 70 ai 19 anni (59%). Il motivo della minore protezione della fascia più anziana potrebbe additarsi al fatto che il vaccino si indebolisce dopo alcuni mesi e perché non c’è ancora la terza dose. Rispetto alla prima variante, le ospedalizzazioni causate dalla variante Omicron si sono ridotte del 29%.

I dati però non si possono applicare a quelli italiani o ai paesi dell’Unione Europea. Questo perché il tasso di vaccinazione in Sudafrica è più basso (26% circa) e la terza dose quasi non c’è. Con un buon margine di certezza, comunque, si può dire che la variante Omicron è più contagiosa della Delta e che può superare la barriera della doppia vaccinazione. Per avere più notizie si dovranno attendere comunque più dati. In ogni caso si crede che la terza dose ma anche le precedenti due incideranno in modo positivo sui rischi di malattia grave.

Secondo l’ultimo report della Rockefeller University ancora in pre-stampa, infatti, chi ha contratto il virus o i vaccinati (anche con terza dose) sono maggiormente protetti contro la variante Omicron.
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