Variante indiana bloccata dai vaccini Pfizer e Moderna secondo uno studio

Secondo uno studio riportato su Nature, i vaccini dovrebbero avere effetto anche sulla variante indiana.

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La variante indiana fa paura ma sembra che i vaccini covid potrebbero bloccarla secondo uno studio riportato su Nature. In particolare, i vaccini Pfizer e Moderna, avrebbero la capacità di proteggere da un sottotipo della variante SARS-CoV-2 che ora sta colpendo l’India. E che ovviamente presto potrebbe allargarsi in tutto il mondo.

Lo studio sulla variante indiana e i vaccini covid

La variante indiana, dopo quella inglese, sudafricana e brasiliana, è sicuramente una delle più paurose, anche perché sembra resistente agli anticorpi. A spiegare il funzionamento dei vaccini sulla variante indiana, è stato Mehul Suthar, immunologo presso la Emory University di Atlanta, in Georgia. Il ricercatore ha specificato l’importanza di continuare a monitorare la risposta del vaccino: “A causa dello spettro di mutazioni che si sono accumulate all’interno della proteina spike, gli anticorpi non funzionano altrettanto bene”.
Purtroppo, la variante indiana si è presto allargata e ora si trova già in 40 paesi, anche se i sottotipi B.1.617.1 e B.1.617.2 sono stati trovati in particolare in India. A causa di una mutazione particolare, questa variante sembra ancora più trasmissibile e si diffonde anche più velocemente, ecco perché c’è una certa fretta per gli scienziati nello scoprire se i vaccini possono o meno coprirla.

Vaccini in grado di bloccare la variante

Alcune ricerche, come riporta anche la Cnn, hanno riferito che il vaccino Pfizer sembra avere effetto contro i sottotipi B.1.617 ma l’esperimento ha usato altri virus e non il SARS-CoV-2. Come scrive anche Nature, il team di ricercatori di Suthar ha utilizzato il B.1.617.1 e ha combinato il virus con il siero di sangue contenente gli anticorpi delle persone vaccinate con Pfizer o Moderna.

Ne è emerso, che gli anticorpi generati dalla vaccinazione, sono stati in grado di neutralizzare il ceppo B.1.617.1.
Come sostiene Scott Weaver, virologo presso l’Università del Texas Medical Branch a Galveston, “per avere un quadro completo dobbiamo testare i sieri di persone che sono state vaccinate in vari momenti nel passato”.

Lo studio, insomma, sembra confermare l’importanza dei vaccini anche sulle varianti nuove ma ovviamente si tratta di ricerche che ancora non sono stati sottoposti a revisione paritaria, per cui è fondamentale attendere maggiori sicurezze in merito. Al momento, comunque, è chiaro le persone che si sono già vaccinate hanno un’alta possibilità di essere protette dalla variante indiana.

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