Variante Delta Covid: tutto quello che sappiamo in 10 domande e risposte

Tutto quello che sappiamo al momento sulla variante Delta del Covid: le risposte degli esperti su contagiosità, vaccini e tanto altro.

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Covid-19 variante delta

Non trascorre giorno che la curva dei contagi in Italia veda un incremento a causa della diffusione della variante Delta del Covid. Si tratta di un ceppo ad elevata contagiosità e che è già prevalente in molti stati europei e non solo. Le domande che i cittadini si pongono sono tante. Come riconoscere i sintomi? Qual è il livello di contagiosità rispetto al ceppo Alfa? E quale, invece, il livello di pericolosità? I vaccini coprono da questa variante? Tutti allo stesso modo? Sarà necessaria una terza dose?
In questo articolo presentiamo le dieci domande e risposte più comuni, si tratta delle risposte che l’immunologo Abrignani ha dato a Sky Tg24.

Quali sono i sintomi?

Secondo gli studi che sono stati pubblicati in Gran Bretagna, luogo di prima diffusione della variante Delta, sembra che abbia un inizio più simile a un raffreddore, sia per coloro che si sono vaccinati sia per i non vaccinati. quando la malattia evolve e diviene più grave risulta essere pressoché indistinguibile dal ceppo Alfa.

Qual è la contagiosità e la letalità?

La contagiosità è sicuramente più elevata e si presenta come un’epidemia più diffusiva. Sta spazzando via, infatti, le altre varianti. All’inizio si è detto che fosse anche più letale, ma al momento non sembra esserlo. Essendo però molto più infettiva, è sicuramente più pericolosa del ceppo Alfa.
Qual è la pericolosità per i minori?
Al momento e secondo gli studi effettuati, non sembrano esserci evidenze che mostrino una maggiore pericolosità o letalità per determinate fasce d’età.

Coloro che si sono vaccinati possono contrarre la variante Delta del Covid?

Il vaccino non copre al 100% dalla possibilità di contrarre la malattia, ma l’efficacia è comunque molto elevata.

Con il ceppo Alfa, quello dominante fino a ora, l’efficacia dei vaccini a RNA messaggero (Pfizer e Moderna) è circa del 90%, mentre l’efficacia di quelli a vettore virale (Astrazeneca e J&J) è intorno al 70%. Con la variante Delta scende nel primo caso all’85-90%, nel secondo caso al 60-65%.

Quanto si è coperti con una dose e quanto con due dosi di vaccino?

Su questo punto la differenza tra ceppo Alfa e variante Delta diviene più importante. Con la mutazione Alfa, una sole dose protegge dalle forme severe della malattia circa al 60-70%. Con la variante Delta, invece, la copertura è soltanto al 20-30%. La raccomandazione è quella di completare il ciclo della vaccinazione.

Chi è vaccinato e contrae il virus può contagiare gli altri?

Coloro che si vaccinano possono contrarre il virus e sono contagiosi verso gli altri. Il livello di contagiosità sembra essere notevolmente più basso, ma è buona regola considerarsi infettivi.

Coloro che si vaccinano possono finire in terapia intensiva?

Questa possibilità esiste, ma il rischio è notevolmente più contenuto rispetto a chi non è vaccinato. Innanzitutto, è molto più difficile infettarsi, e in secondo luogo è estremamente bassa la possibilità di sviluppare forme severe.

La vaccinazione è sicura anche per i ragazzi al di sotto dei 18 anni?

Uno studio, condotto su circa 10mila persone di età compresa tra i 12 e i 16 anni, avrebbe dimostrato la sicurezza dei vaccini anche per questa fascia d’età. Si sono avuti rarissimi casi di reazioni avverse, come miocarditi e pericarditi, che sono state curate tranquillamente con il cortisone. Sembra che i vaccini per gli under 18 siano addirittura più efficaci, perché il sistema immunitario è più giovane e reattivo.

Quali sono le varianti che preoccupano di più?

I parametri da tenere in conto per valutare la pericolosità delle varianti è la contagiosità e la letalità. La variante Delta è estremamente diffusiva, ma non sembra essere più letale. Le altre principali varianti che sono state trovate, la sudafricana, la nigeriana e la californiana, sono molto meno diffusive rispetto alla Delta.

A preoccupare, comunque sono soprattutto le varianti Beta e Gamma, oltre la Delta, perché limitano l’efficacia dei vaccini.

È possibile che arrivi una variante che sfugga completamente ai vaccini?

La possibilità sussiste, almeno dal punto di vista teorico.

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