Variante Delta, attenzione a uno dei vaccini: secondo uno studio non è efficace con una sola dose

Secondo uno studio il vaccino anti Covid monodose Johnson &Johnson di Janssen potrebbe non bastare.

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Quarta ondata

Con l’arrivo della variante Delta non è la prima volta che si parla dell’efficacia dei vaccini. Gli esperti hanno sempre confermato che per evitare la malattia grave e l’ospedalizzazione, due dosi dei vaccini Pfizer, Moderna e Astrazeneca coprono fino al 94%, che scende di qualche punto percentuale, all’88%, per evitare l’infezione e i sintomi fastidiosi.

Una sola dose di vaccino Johnson &Johnson non basta contro la variante Delta

Con la variante Delta, inoltre, era stato confermato che la prima dose dei vaccini mRna non copre abbastanza, il valore indicato si attesta al 30%. Per questo motivo, i medici continuano ad insistere sulla necessità della seconda dose il più presto possibile proprio perché la prima non basta. Un nuovo studio, come riporta Adnkronos, sembra invece suggerire che il vaccino anti Covid monodose Johnson &Johnson di Janssen potrebbe non essere efficace contro la variante Delta e Lambda, tanto da dover prendere in considerazione l’idea di un richiamo con uno dei vaccini a mRna.

Lo studio è stato portato avanti da Nathaniel Landau, virologo della Grossman School of Medicine di New York, sembra andare in un’altra direzione rispetto alle conclusioni di un altro studio di J&J, secondo cui la singola dose era sufficiente a coprire per almeno 8 mesi. Secondo Nathaniel Landau:

“Il messaggio che volevamo dare non è che le persone non devono ricevere il vaccino J&J, ma speriamo che in futuro venga potenziato con un’altra dose dello stesso prodotto o con un richiamo eterologo con Pfizer o Moderna”

Prima dose vaccini Pfizer e Moderna copre al 30%

Anche con i vaccini Pfizer, Moderna e Astrazeneca è stato appurato che la prima dose non è sufficiente a coprire dalla variante Delta.

Il timore maggiore riguarda anche nuove varianti come la Lambda o la variante Epsilon, considerate ancora più pericolose e resistenti ai vaccini. Ecco perchè, si sta anche studiando l’ipotesi di una terza dose. Per adesso non è ancora chiaro quando sarà necessaria e se davvero bisognerà fare la terza dose, anche se la paura della variante Epsilon potrebbe cambiare le carte in tavola e portare nei prossimi mesi alla necessità di un nuovo richiamo.

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