Vaiolo delle scimmie è arrivato anche in Italia, allarme per il nuovo virus: sintomi, cos’è e come si trasmette

Vaiolo delle scimmie è arrivato anche in Italia, quali sono i sintomi.

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Vaiolo delle scimmie

Dopo il covid ecco che spunta un altro virus che sta facendo allertare il mondo. Si tratta del vaiolo delle scimmie. Alcuni casi sono stati scoperti nel Regno Unito come ha fatto sapere l’Agenzia per la sicurezza sanitaria del Paese (UKHSA). Il paziente è un uomo tornato dalla Nigeria, in seguito tutte le persone che sono state a contatto con lui hanno dovuto iniziare la profilassi contro il vaiolo. Attualmente non risulta nessun allarme ma anche in Italia è stato segnalato il primo caso, si tratta di un giovane di ritorno da una vacanza alle Canarie. Altri casi sono stati segnalati anche in Spagna e Portogallo. Ma vediamo che cos’è il vaiolo delle scimmie.

Vaiolo delle scimmie è arrivato anche in Italia, quali sono i sintomi e cos’è

Il vaiolo delle scimmie fu scoperto nel 1958 e da quel momento ogni anno ci sono dei casi anche se non tantissimi. Soprattutto da quando è stato debellato e il vaccino non è più obbligatorio, le persone rischiano maggiormente di contagiarsi. I sintomi sono più o meno simili a quelli dei vaiolo. Quindi possono presentarsi almeno dopo 10-12 giorni, febbre e dolori muscolari, ma soprattutto le pustole sul volto e sulle mani. UKHSA, l’Agenzia per la sicurezza sanitaria del Regno Unito, ha confermato il contagio di almeno una persona causata da Monkeypox virus, che è meno contagioso del vaiolo ma in grado di contagiare le persone e dare sintomi anche pesanti.

L’uomo rientrato dalla Nigeria, viene considerato il paziente Zero e le persone entrate a contatto con lui ora sono sotto osservazione. Il boom dei casi di vaiolo delle scimmie si manifestò tra il 1981 e il 1986 in Africa ma è sicuramente molto meno mortale rispetto al vaiolo, 10% nel caso del virus Monkeypox contro il 30% nel caso del virus del vaiolo noto.

Tra i sintomi più noti si segnalano febbre e brividi, cefalea, dolore alla schiena, spossatezza, vescicole e pustole, linfoadenopatia e lesioni cutanee a grappolo sul viso. Le croste che si presentano sul viso cadono nel giro di due o quattro settimane.

Secondo l’OMS quadro in rapida evoluzione

Per quanto riguarda l’Italia, il paziente contagiato di ritorno dalla vacanza, si trova ricoverato allo Spallanzani di Roma. Ora è in corso il tracciamento dei contatti e l’ospedale sta procedendo con accertamenti anche su altri due casi sospetti.
L’Oms ha sottolineato che «continua a monitorare da vicino la situazione in rapida evoluzione». La paura è che il virus possa diffondersi silenziosamente fuori dall’habitat in cui si trova di solito.

Matteo Bassetti, direttore della clinica malattie infettive dell’Ospedale San Martino di Genova, all’Agi ha chiarito:

«Niente panico, perché questo è un virus che, a differenza del Covid-19, si trasmette in maniera più difficile. È giusto vigilare e informare la popolazione. Questo è un virus che colpiva solo uomini in contatto con le scimmie, ma oggi sembra diffondersi in alcune comunità specifiche e questo è legato, probabilmente, alla modalità di trasmissione e al contatto ravvicinato e prolungato. Bisogna vigilare, perché diffondendosi potrebbe mutare e diventare più contagioso»

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