Vaiolo delle scimmie, aumentano i casi in Italia: ecco da dove arrivano le segnalazioni

Vaiolo delle scimmie, tre casi accertati anche in Italia, crescono le segnalazioni in Europa.

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Vaiolo delle scimmie

Continua a salire il numero di casi riferito al vaiolo delle scimmie, il nuovo virus che ha colpito anche un uomo di ritorno da un viaggio alle Canarie e ora ricoverato allo Spallanzani. In Europa continuano ad arrivare segnalazioni in merito al virus, che come caratteristica include la presenza di pustole e macchie cutanee, oltre che febbre e dolori muscolari. Il virus delle scimmie non è nuovo del tutto, anche negli scorsi anni erano stati segnalati dei casi.

Vaiolo delle scimmie, tre casi accertati anche in Italia

Anche l’OMS ha definito il quadro in evoluzione e l’Ecdc ha anche attivato un sistema di allerta europeo che segnalerà una valutazione del rischio di vaiolo delle scimmie la prossima settimana:

“Questa è la prima volta che vengono segnalate catene di trasmissione in Europa senza collegamenti epidemiologici noti con l’Africa occidentale o centrale. Questi sono anche i primi casi segnalati tra MSM con cui si identificano uomini che hanno rapporti sessuali con altri uomini. Data la frequenza insolitamente elevata di trasmissione da uomo a uomo osservata in questo caso e la probabile trasmissione [della malattia] nella comunità senza precedenti di viaggi in aree endemiche, la probabilità di un’ulteriore diffusione del virus attraverso uno stretto contatto, come le attività sessuali, si considera alta. Per questo si raccomanda di adottare misure per aumentare la consapevolezza sulla potenziale diffusione del vaiolo delle scimmie nelle comunità di individui che si identificano come MSM ovvero uomini che fanno sesso con altri uomini, o che hanno rapporti sessuali occasionali o che hanno più partner sessuali”

Ecco dove sono stati segnalati i casi

Per adesso in Italia non c’è nessun allarme ma l’attenzione è alta.

I casi di vaiolo delle scimmie, intanto, stanno aumentando. Il 7 maggio l’UK Health Security Agency aveva segnalato il caso di un uomo di ritorno dalla Nigeria, il 14 maggio due persone che vivono nella stessa casa sono risultate positive ma non hanno legami con il primo caso. Altri 4 casi nel Regno Unito sono stati confermati il 16 maggio, si tratta di persone che non hanno legami con i precedenti. In Spagna, il 18 maggio l’Assessorato della Salute regionale di Madrid ha segnalato 23 casi sospetti, altri 14 casi confermati in Portogallo e almeno 20 sospetti. Si tratta di uomini giovani. Casi segnalati anche negli Usa e ieri nuovi contagi nel Regno Unito.

Nella giornata di ieri, è stato segnalato anche un caso in Italia, un uomo ricoverato allo Spallanzani dopo una vacanza alle Canarie. Il direttore della Prevenzione del ministero della Salute Giovanni Rezza ha però dichiarato che in Italia ci sono altri due casi sospetti ricoverati presso l’Istituto per le malattie infettive Spallanzani, rassicurando che il virus viene trasmesso tramite contatti ravvicinati e che quindi i focolai si autolimitano. Per i casi gravi può essere preso in considerazione il trattamento anti virale, mentre per i contatti a rischio – come ha fatto sapere l’Ecdc, la vaccinazione può rappresentare un’idea.

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