Vaccino Oxford contro il coronavirus: potrebbe arrivare tra anni

Secondo Maria Rita Gismondo, il vaccino potrebbe arrivare tra 3 o 4 anni.

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Secondo Maria Rita Gismondo, il vaccino potrebbe arrivare tra 3 o 4 anni.

Si parla molto del vaccino anti Covid ma le informazioni sul suo arrivo in tempi più o meno brevi cambiano di volta in volta, generando non di rado confusione. Nelle ultime ore, era giunta la notizia che erano stati momentaneamente sospesi i test per il vaccino di AstraZeneca in collaborazione con l’università di Oxford a causa di una grave reazione avversa in un volontario. 

Test sospesi per il vaccino Oxford, quando arriverà?

Secondo quanto comunicato dal New York Times, sembra che il volontario abbia manifestato i sintomi di una mielite trasversa, una sindrome infiammatoria che colpisce il midollo spinale, anche se la società per ora si è limitata a dire che si stanno svolgendo indagini in merito. La questione vaccino anti coronavirus è tornata alla ribalta e anche Maria Rita Gismondo, direttrice del Laboratorio di Microbiologia clinica, Virologia e Diagnostica delle bioemergenze dell’ospedale Sacco di Milano, è intervenuta ad Adnkronos e Corriere della Sera per chiarire quali sono i tempi. “Il vaccino ha bisogno dei suoi tempi. Non facciamo una corsa in avanti dicendo che vaccineremo già a fine anno: è un’utopia scientificamente infondata” ha chiarito la direttrice sottolineando che in ballo ci sono la salute delle persone. 

 

“La notizia che AstraZeneca ha interrotto momentaneamente i test sul vaccino – ha detto ancora la Gismondo – dà credito a quanto detto da alcuni di noi, come l’immunologo Alberto Mantovani: il vaccino ha bisogno di tempi lunghi per essere sicuro, non si può abbreviare nessuna fase”. In particolare si riferisce ai possibili rischi ed effetti collaterali durante la sperimentazione. In sostanza, non è possibile illudere le persone e dire una data precisa.

Serviranno 3 o 4 anni

Al Corriere, la Gismondi ha svelato che un vaccino serio ha bisogno di 3 o 4 anni per essere proposto e non si può escludere che tra 3 o 4 anni quando si potrà avere o si avrà magari neanche servirà più: “Non lo dico per demoralizzare, ma per non illudere le persone e non delegare solamente al vaccino la soluzione dei nostri problemi perché potrebbe non arrivare. Io credo che dovremmo puntare molto sulla convivenza con questo virus, adottando le misure che anche i governi hanno indicato” ha infine detto la direttrice, che in ogni caso pensa che una seconda ondata potrebbe essere possibile ma sarà difficile vedere casi come quelli di marzo, questo grazie alla migliore conoscenza del virus e una migliore organizzazione sanitaria.

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