Vaccino Johnson&Johnson, USA rinviano la decisione: cosa cambia in Italia

L’Agenzia Sanitaria Americana ha chiesto almeno altri 7-10 giorni per decidere sul vaccino Johnson&Johnson cosa cambia per l’Italia. Caos e ritardi.

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Dopo lo stop al vaccino Johnson&Johnson il piano vaccinale in Italia e in Europa è nel caos. Una commissione del CDC (Centers for Disease Control and Prevention) ha dichiarato di ritenere necessari nuovi accertamenti. L’Agenzia Sanitaria Americana ha chiesto così ulteriore tempo e gli esperti si riuniranno soltanto tra 7-10 giorni.
Il vaccino Janssen (prodotto dalla Johnson&Johnson) è sotto i riflettori dopo che sono state rilevate possibili correlazioni con 6 casi di trombosi anomale su circa 6,8 milioni di somministrazioni. Un caso molto simile a quello che ha visto coinvolto il vaccino AstraZeneca. La domanda da porsi è cosa cambia per l’Italia. Il piano vaccinale subirà un rallentamento decisivo, dal momento che erano attese circa 7 milioni di dosi per il secondo trimestre 2021.

La somministrazione del vaccino Johnson&Johnson sarà per gli over 60?

L’Europa e l’Italia attendono le decisioni da parte delle organizzazioni sanitarie degli USA sul siero Janssen. Intanto, sia l’Aifa, l’Agenzia Italiana per il farmaco, sia l’EMA, il suo corrispettivo europeo, stanno effettuando accertamenti e si pronunceranno nei prossimi giorni.
Il ministro della Salute, Roberto Speranza, ha dichiarato che il governo italiano sta attendendo le risposte dagli USA e dall’EMA, per prendere le dovute decisioni in base al principio di precauzione. Il ministro, comunque, annuncia che il vaccino dovrà essere utilizzato, perché è troppo importante per portare avanti il piano vaccinale.
L’idea sembra essere quella di destinare il vaccino Johnson&Johnson agli over 60. La medesima strategia che si è messa in campo per il siero di AstraZeneca. La motivazione è che i rari casi di trombosi, la cui correlazione con la somministrazione dei vaccini in questione non è stata ancora accertata con sicurezza, ha colpito soprattutto le donne al di sotto dei 60 anni.


Il direttore generale dell’Aifa, Nicola Magrini, ha sottolineato come il rapporto costi-benefici per il vaccino J&J sia assolutamente positivo. Le similitudini con il siero di AstraZeneca impongono però la cautela, e soprattutto la necessità per l’Europa di evitare di muoversi in ordine sparso.

Dopo lo stop del vaccino, cosa cambia per l’Italia?

Il piano vaccinale in Italia subirà gravi conseguenze a seguito del blocco del vaccino Johnson&Johnson. Il canale di somministrazione sarebbe dovuto essere quello delle farmacie, dal momento che può essere conservato semplicemente in frigorifero.
Le adesioni da parte delle farmacie erano state nell’ordine di 11mila e avrebbe sicuramente accelerato in maniera notevole la campagna di somministrazione. Il tutto sarebbe dovuto partire a fine aprile, ma a questo punto si ritiene che tutto possa essere sospeso.
Cosa cambia dunque per l’Italia? È probabile che se il vaccino J&J non dovesse avere il via libera e dovesse essere somministrato soltanto agli over 60, la campagna vaccinale subirà un grande rallentamento. Le ragioni sono molteplici. L’Europa è in estremo ritardo rispetto al Regno Unito e agli USA. La motivazione è stato il ritardo enorme con cui le istituzioni europee hanno firmato i contratti con le aziende farmaceutiche. Una gestione peggiore di questa era difficilmente immaginabile.

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