Vaccino Covid dalla terza alla quarta dose, ci sono rischi per il sistema immunitario?

Vaccino Covid, quali sono i rischi di troppe immunizzazioni.

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Ormai più del 30% della popolazione italiana over 12 è vaccinata con la terza dose, una percentuale che salirà fino a fine gennaio, quando il Governo spera di coprire la maggior parte di chi si è vaccinato più di 5 mesi fa. In Israele è già partita la dose booster per i sanitari e gli over 60 e ben presto tutta la popolazione sarà coinvolta. Ma cosa ne pensano del vaccino covid e della terza dose gli esperti?

Vaccino Covid, quali sono i rischi di troppe immunizzazioni

In collegamento da Amsterdam, Marco Cavaleri, responsabile per i vaccini dell’Ema, si è detto però preoccupato di questa strategia che prevede vaccinazioni ripetute in un lasso di tempo breve. Cavaleri ha dichiarato di non aver ancora visto i dati relativi alla quarta dose ma:

“Siamo abbastanza preoccupati riguardo una strategia che preveda vaccinazioni ripetute in un lasso di tempo breve. Questo è un qualcosa che dovrebbe far parte di una strategia generale, non si può dare dosi di richiamo ogni tre o quattro mesi”

Timore per problemi con la risposta del sistema immunitario

Il timore maggiore, secondo l’esperto, è quello di avere problemi con la risposta del sistema immunitario, quindi è fondamentale fare attenzione a non sovraccaricare il sistema immunitario con continui vaccini. Un altra questione dibattuta è il rischio di affaticare la popolazione con continue somministrazioni. In sostanza, non si possono ripete di continuo ma se la situazione lo richiede si potrebbe fare il vaccino una volta o due, quindi pensare ad una somministrazione più distanziata nel tempo.

Chiaramente, la questione cambia se si parla di persone vulnerabili o immunodepresse, dove la quarta dose potrebbe essere necessaria. Per chi non presenta problemi, sarebbe auspicabile pensare ad una strategia con immunizzazioni più distanziate nel tempo, magari all’inizio della stagione invernale.

La variante Omicron, infatti, è molto contagiosa ma i primi studi dal Sudafrica e dalla Gran Bretagna dimostrano che il rischio ricovero con questa variante è dimezzato rispetto alla Delta.

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