Vaccino AstraZeneca seconda dose: il richiamo sarà con lo stesso vaccino

Non ci sono evidenze scientifiche sufficienti, per cui non si cambia: partiranno le seconde dosi del vaccino AstraZeneca con lo stesso siero.

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È arrivata la conferma per il richiamo del vaccino Astrazeneca, la seconda dose avverrà con il medesimo siero. Erano quattro le ipotesi in campo. La Germania ha optato per la somministrazione di un altro vaccino, ad esempio, mentre si parlava anche di rinviare la seconda dose di un mese per raccogliere ulteriori dati o abbandonare la seconda dose e rivalutare poi come agire.

Vaccino Astrazeneca, seconda dose: le parole di Rezza

Il Direttore Generale della Prevenzione del Ministero della Salute, Gianni Rezza ha dichiarato che sulla seconda dose del vaccino AstraZeneca non è cambiato nulla. Non c’è stata nessuna decisione differente rispetto alle discussioni dell’ultima settimana e l’Italia rispetterà il pronunciamento dell’Ema. “Non ci sono evidenze di eventi avversi con la seconda dose” conclude Gianni Rezza.
La decisione non può che far discutere, dal momento che la Germania ha preso un’altra decisione: chi ha ricevuto la prima dose di AstraZeneca e ha un’età inferiore a 60 anni, riceverà la seconda dose con un altro vaccino, uno di quelli a RNA messaggero come Pfizer o Moderna.

Le parole dell’Ema sulla seconda dose del vaccino AstraZeneca

In Italia si parte tra pochissimo con la seconda dose del vaccino AstraZeneca. L’ipotesi di seguire la Germania era sul campo, ma l’Italia ha deciso di accettare le indicazioni dell’Ema. Il comitato dei rischi dell’Agenzia Europea, il Prac, ha dichiarato che sono state prese in considerazione tutte le possibilità. Dal richiamo con un vaccino a RNA messaggero, fino all’idea di attendere qualche altra settimana o di sospendere la seconda somministrazione, almeno per il momento.
La questione, secondo il Prac, è che mancano evidenze scientifiche adeguate.

“L’esposizione e il tempo di follow-up” si legge nella dichiarazione “non sono stati sufficienti per determinare se il rischio di coaguli di sangue con basse piastrine dopo una seconda dose differirà dal rischio dopo la prima dose”. I dati sono troppo limitati per modificare le raccomandazioni. Al di là delle decisioni di alcuni paesi (come la Germania) la raccomandazione è di procedere con la seconda dose di AstraZeneca.

Vaccino AstraZeneca, seconda dose ma con tranquillità

Gianni Rezza ha aggiunto anche che in realtà l’Ema non aveva indicato limiti di età che l’Italia invece ha ritenuto opportuno applicare. “Siamo stati più realisti del re sul vaccino anti-Covid di AstraZeneca” ha dichiarato il Direttore Generale. Adesso lo sforzo deve essere quello di vaccinare quante più persone nel minor tempo possibile.
Del resto, i dati sui contagi non fanno ben sperare. Sono almeno 11 regioni che non hanno visto un decremento dei contagi e con le riaperture si rischia di peggiorare nuovamente la situazione. Soltanto una campagna vaccinale a tappeto e una buona comunicazione per i circa 5 milioni di no-vax può permettere all’Italia di restare aperta nei prossimi mesi.
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