Vaccino anti Covid-19: chi non rientra nella prima fase quando potrà farlo?

Chi non rientra nella prima fase della vaccinazione anti-Covid quando potrà farlo? Ecco le FAQ del Ministero.

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Variante brasiliana del coronavirus

È partita in tutta Italia la campagna di vaccinazione anti Covid-19 secondo un ordine di priorità. Nella fase iniziale, infatti, verranno vaccinati gli operatori sanitari e sociosanitari, i residenti e il personale dei presidi residenziali per anziani e le persone di età avanzata. In molti però si chiedono quando potranno fare il vaccino se non rientrano nella prima fase.

Vaccino Anti covid-19: niente paura, è sicuro

Il Ministero della Salute comunica che i vaccini sono sicuri per cui non si dovrà avere alcun timore di farlo. Vengono infatti autorizzati solo dopo una valutazione attenta del profilo di sicurezza in base agli studi effettuati nella fase di sicurezza. Anche dopo, però, viene costantemente monitorato. A chi si chiede, poi, se è obbligatorio, la risposta è NO. Come detto, nella prima fase non si potranno vaccinare tutti ma solo i professionisti sanitari, il personale sanitario e sociosanitario degli ospedali e dei servizi territoriali ed inoltre gli ospiti e il personale delle RSA. Tali categorie di persone, spiega il Ministero, saranno informate con chiamata attiva.

Chi non rientra nella prima fase quando potrà fare il vaccino anti Covid-19

Il Ministero della Salute comunica che la campagna di vaccinazione continuerà in base al quantitativo di vaccino disponibile e alle autorizzazioni dell’Ema. In ogni caso riguarderà nell’ordine le classi di popolazione indicate nel piano strategico di vaccinazione anti-Covid, ecco il link le cui indicazioni potrebbero essere aggiornate in base all’evoluzione della pandemia.

Quel che è certo è che al momento le categorie individuate sono, come detto, il personale sanitario e sociosanitario nonché quello delle RSA con rispettivi ospiti. Inoltre le persone dagli 80 anni in su, quelle dai 60 ai 79 anni e quelle di tutte le età che soffrono di una patologia cronica pregressa, disabilità e/o immunodeficienza.

In merito a quest’ultima categoria o per le persone in trattamento con farmaci immunomodulanti, il Ministero comunica che i dati sono limitati. Tali soggetti potrebbero rispondere non benissimo al vaccino ma per loro non ci sarà alcun problema di sicurezza. In ogni caso nel piano strategico queste categorie di persone dovranno essere vaccinate nelle prime fasi perché più fragili e quindi più soggette ad ammalarsi di Covid-19.

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