'Vaccini in Italia, a che punto siamo? I numeri fanno ben sperare

Vaccini in Italia, a che punto siamo? I numeri fanno ben sperare, obbligo vaccinale si allontana

Quanto sono i vaccinati in Italia al momento?

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Nuovo vaccino covid quarta dose

A che punto siamo con i vaccini in Italia? Pronti per raggiungere quella percentuale, erroneamente definita immunità di gregge, che ci consentirà di scongiurare l’obbligo vaccinale? Andiamo a dare uno sguardo ai numeri e cerchiamo di fare il punto della situazione.

Vaccini in Italia, i numeri al vaglio

Raggiungere e possibilmente superare il 90% della popolazione. Questo il diktat dei virologi, c’è chi addirittura suggerisce il 95%, ma quella sarebbe una percentuale troppo grande. Ad ogni modo, come stiamo invece a numeri effettivi? Quante persone si sono vaccinate al momento in Italia? Prendiamo i dati rilasciati stamane alle 6, quindi aggiornati ai vaccinati di ieri, giovedì 23 settembre. Sono 41.629.180, che corrisponde al 70,25% della popolazione. C’è un 5,05% in attesa della seconda dose.

Considerando poi anche i monodose e i pre-infettati, siamo al 75,30% di parzialmente protetti. Sono numeri disastrosi se pensiamo che invece dovremmo arrivare ad almeno il 90% entro la fine di ottobre, quando le temperature inizieranno a calare più o meno drasticamente. I dati però sono più incoraggianti se escludiamo dall’equazione gli under 12, ossia i bambini che non sono oggetto della campagna vaccinale. 77,08% completamente protetti, 82,62% parzialmente.

Vaccini in Italia, la questione under 12

Diventa a questo punto prominente capire se questi under 12 vanno conteggiati oppure no. La platea individuata dal Commissario straordinario per l’emergenza Covid indica l’intera popolazione, quindi anche i più piccoli fanno media percentuale. Del resto, sono anch’essi vettori di contagi e si sta parlando con sempre maggiore insistenza se somministrare il vaccino anche alle fasce dai 5 agli 11 anni, argomento sicuramente tabù per molti genitori, e che al momento non viene ancora trattato con giusta attenzione dai media, ma che potrebbe presto diventare trend di grande attualità, scatenando nuovamente le ire dei no vax, stavolta, forse, con qualche preoccupazione più giustificata.

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