Ulivi sopportano anche l’acqua salata, arriva un nuovo studio

Una ricerca italiana pubblicata anche sulla rivista "Plant Physiology and Biochemistry" spiega che gli ulivi sarebbero in grado di sopportare anche l'irrigazione con l'acqua salata: le info.

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Una ricerca italiana pubblicata anche sulla rivista

Una ricerca italiana guidata da Samuele Moretti e pubblicata anche sulla nota rivista “Plant Physiology and Biochemistry” comunica che gli ulivi sarebbero in grado di sopportare anche l’irrigazione con l’acqua salata. Ecco i dettagli dello studio.

Gli ulivi: le origini

Gli ulivi sono degli alberi da frutto che si crede siano originari della Siria e dell’Asia Miniore.

Questo perché in tale regione quest’albero cresce in modo spontaneo e poi perché è molto comune. Proprio in tale luogo la popolazione antica greca cominciò a coltivarlo scoprendone anche le sue proprietà. Gli diedero il nome speciale di ” ἔλαια” che poi i latini trasformarono in olea.

Fin dai tempi antichi tali alberi furono impiegati per l’alimentazione in quanto i frutti ovvero le olive venivano impiegati per l’estrazione dell’olio d’oliva e in misura minore anche per l’alimentazione. Gli ulivi sono degli alberi sempreverdi e ciò significa che sono verdi per tutti e dodici mesi dell’anno, hanno una crescita lenta e sono molto longevi. In condizioni di clima ottimali, ad esempio, essi possono diventare millenari mentre la loro altezza può raggiungere fino a 15-20 metri.

La ricerca italiana

La ricerca italiana guidata dal professor Moretti della Scuola Superiore di Sant’Anna a Pisa e pubblicata anche sulla famosa rivista “Plant Physiology and Biochemistry” rivela che gli ulivi sarebbero in grado di sopportare l’irrigazione anche con acqua salata. Lo studio affronta purtroppo un problema più che contemporaneo ovvero la mancanza d’acqua pulita causata dai cambiamenti climatici sopratutto nell’area mediterranea. Dallo studio si evince che i meccanismi di ammassamento del sodio nelle olive e gli effetti che poi essi hanno sui geni regolano i componenti principali dell’olio: gli acidi grassi.

Uno degli autori della ricerca il cui nome è Luca Sebastiani all’Ansa ha rivelato che è importantissimo capire come il sodio, che è presente in grande quantità nell’acqua salina, entra nell’oliva e come influenza i meccanismi fisiologici della pianta. In questo modo si può capire meglio quali sono le varietà di piante che resistono meglio a quantità moderate di acqua salina in modo tale da migliorare anche le altre dal punto di vista genetico per renderle più resistenti.

Dallo studio si evince, infine, che è importante anche il momento in cui l’acqua viene somministrata in quanto, in base al livello di maturazione del frutto, il sodio può avere effetti più o meno negativi nonché influenzare in modo diverso la composizione e la quantità degli acidi grassi che sono presenti nelle olive.

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