Tumore al seno, 1 donna su 10 colpita: il blocco di un enzima impedisce la formazione di metastasi

Un ultimo studio internazionale dimostra che bloccando l'enzima MMP9 è possibile arrestare la proliferazione delle metastasi del tumore al seno.

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Un ultimo studio internazionale dimostra che bloccando l'enzima MMP9 è possibile arrestare la proliferazione delle metastasi del tumore al seno.

Il tumore al seno chiamato anche tumore alla mammella è la formazione di tessuto costituito da cellule che crescono in modo anomalo e incontrollato dentro la ghiandola mammaria. Secondo le stime almeno 1 donna su 10 ne viene colpita nel corso della vita. Un ultimo studio internazionale guidato da una equipe di scienziati americani e di Israele dimostra che bloccando l’enzima MMP9 è possibile arrestare la proliferazione delle metastasi del tumore al seno.

Lo studio sull’enzima MMP9

Un gruppo di scienziati di vari dipartimenti dell’Università della California insieme ai colleghi del Dipartimento di Regolazione Biologica d’Israele hanno dimostrato che bloccando l’enzima MMP9 si può arrestare la metastasi del tumore al seno. L’esperimento è stato condotto su topi modificati geneticamente e si è visto come l’inattivazione di tale enzima abbia impedito che le metastasi attecchissero sui polmoni favorendo inoltre l’azione delle cellule immunitarie.

Gli studiosi si sono concentrati sull’enzima MMP9 che già nel passato era stato coinvolto in alcuni studi sul cancro. Non si conosceva però il suo ruolo legato alla metastasi. Ora si è scoperto, invece, che esso favorisce la migrazione, l’invasione e la formazione di colonie di cellule cancerose. Ciò significa che tale enzima aiuta le metastasi del tumore al seno a spostarsi in altri distretti del corpo umano e a formare dei tumori secondari.

Un anticorpo blocca l’azione dell’enzima MMP9

L’equipe di scienziati è riuscita a bloccare l’azione dell’enzima MMP9 mediante uno specifico antibiotico. Grazie a ciò si è impedito alle cellule cancerose di raggiungere i polmoni che sono una delle sedi principali in cui prosperano le metastasi di tale tipologia di tumore.

I test, come detto, sono stati eseguiti su topi modificati ovvero affetti dalla variante Luminal B della malattia. Essa, infatti, ha un avanzamento molto simile a quello del cancro al seno umano. Nei test eseguiti si è visto che l’MMP9 ha un ruolo importantissimo nello sviluppo dei tumori secondari e non solo. Si è evinto che tempestare l’enzima con un anticorpo specifico ha di fatto migliorato l’azione delle cellule immunitarie.

Ora gli ottimi risultati conseguiti dovranno essere confermati sull’uomo mediante degli studi clinici.

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