'Truffe Green Pass, proteste e spinte no vax: ecco gli ultimi casi eclatanti

Truffe Green Pass, proteste e spinte no vax: ecco gli ultimi casi eclatanti

Tanti casi in Italia dei no pass, spuntano anche truffe Green Pass ed episodio di intolleranza, ecco i casi eclatanti.

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Diversi casi eclatanti si stanno registrando nel nostro paese a seguito delle nuove restrizioni partite dal 10 gennaio, le truffe Green Pass si fanno sempre più insistenti, e raccolgono tutta una serie di disagi che i cittadini stanno manifestando nei confronti delle nuove norme.

Truffe Green Pass, i casi eclatanti

Tra i casi più eclatanti relativi alle truffe Green Pass c’è sicuramente quello del ristoratore che caccia i carabinieri durante il controllo del proprio locale a Taggia, in provincia di Imperia. L’uomo aveva in precedenza esposto diversi ricorsi contro le ordinanze, in questo caso invece si è opposto al controllo riprendendo il tutto con una diretta Facebook e minacciando i carabinieri di denunciarli, perché non gli stanno permettendo di fare il suo lavoro.

Altro caso eclatante è quello dei due assessori di Sassuolo. Esponenti della Lega, fanno sapere che per motivi personali hanno deciso di non vaccinarsi e sono contrari al Super Green Pass. Sono l’assessore all’Istruzione e la collega alla Cultura, ossia Corrado Ruini e di Angela Ruini, fratello e sorella. Già noti per le loro posizioni no vax, entrambi hanno deciso di fare marcia indietro e rinunciare alle rispettive cariche pur di non farsi somministrare il vaccino.

Truffe Green Pass, la vicenda di Ancona

Il caso più eclatante, che può ascriversi a pieno titolo nelle truffe Green Pass, è però quello di Ancora che vede protagonista l’infermiere che fingeva di somministrare le dosi del vaccino. Nell’hub vaccinale della città, l’infermiere in questione, ora finito in carcere, simulava l’inoculazione, poi disperdeva il contenuto all’interno del cestino, infine compilava il modulo per il rilascio del Green Pass. Oltre quindi alla truffa (corrisposta per compenso economico di chi appunto non voleva la somministrazione), c’è anche l’aggravante della dispersione del vaccino nei rifiuti come fosse spazzatura.

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