Terza dose vaccino più vicina: dopo 3 mesi cala la protezione, si temono però effetti collaterali più fastidiosi

Si apre sempre di più alla possibilità di una terza dose di vaccino.

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Si parla ormai della terza dose di vaccino, anche se l’Agenzia europea del farmaco (Ema) e il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) hanno sottolineato che al momento non è chiaro se e quando sarà necessaria.

Dopo tre mesi cala l’immunità

Uno studio condotto su 8.500 persone dal laboratorio di Pievesestina avrebbe confermato che dopo 3 mesi  dalla seconda dose si perde fino al 20% di protezione. Con la variante Delta, infatti, in merito ai vaccini Pfizer e Moderna, la protezione dall’infezione è già scesa al 64% contro l’oltre 90% di protezione per la variante inglese. Se i dati dello studio saranno confermati significa che dopo tre mesi la protezione arriverà al 44%. Ecco perché servirebbe una terza dose.

Cosa dicono gli esperti sulla terza dose di vaccino

Secondo Alessandro Vespignani, epidemiologo della Northeastern University di Boston, i produttori starebbero studiando l’effetto di una terza dose. Massimo Ciccozzi, docente di Statistica medica ed epidemiologia all’Università Campus BioMedico di Roma, invece, pensa che sia necessario: “Fare uno studio sulla protezione anticorpale e andare a vedere quanto dura nelle persone vaccinate. La memoria immunitaria ha milioni di anni di evoluzione ed è importante, ma nessuno sa quantificarla”.

Quello che appare ormai certo è che la terza dose di vaccino sembra sempre più probabile anche se non è ancora ufficiale in quali tempistiche. Molte persone sono state vaccinate a gennaio-febbraio e per questo non è affatto da escludere che già a settembre potrebbero essere richiamate per la terza dose. Se poi gli studi confermeranno che davvero dopo tre mesi dalla seconda dose la protezione scende del 20%, i tempi per il terzo richiamo potrebbero accorciarsi.

Il dibattito rischia di diventare caldo, anche perchè si dovrà anche valutare gli effetti collaterali come dolori, spossatezza o febbre che con la terza dose potrebbero essere ancora più fastidiosi della seconda: “Siamo interessati a capire se una terza dose possa essere associata a una maggiore frequenza di effetti collaterali” ha detto il vicedirettore dei Cdc Jay Butler. Dunque, molti nodi devono essere sciolti al più presto.

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