Super green pass senza tampone anche in zona bianca e mascherina all’aperto, ultime ipotesi

Super green pass e ritorno della mascherina all’aperto.

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Super Green Pass

Il governo accelera verso il nuovo Super Green Pass e forse già da giovedì nascerà una nuova Certificazione Verde Covid-19 solo per vaccinati e guariti mentre i no-vax non potranno entrare nei bar, ristoranti, cinema, stadi, teatri, musei.

Super green pass e ritorno della mascherina all’aperto

Allo studio c’è anche l’estensione ai mezzi pubblici ossia il Green Pass per salire su bus, tram e metro mentre si valuta l’obbligo vaccinale per sanitari, docenti e forze di polizia. Per i no vax, insomma, il tampone non sarà più un lascia passare che sarà utile solo per andare a lavoro, senza contare che il Governo sta pensando di ridurre la validità del tampone rapido da 48 a 24 ore. Si pensa anche di tornare alla mascherina obbligatoria all’aperto.

Entro giovedì dovrebbe arrivare la decisione finale ma ci sono ancora dei nodi da sciogliere. Prima di tutto le regioni hanno chiesto un piano di divieti già valido in zona bianca ma gli enti locali chiedono invece una stretta solo quando una regione finisce in zona gialla o arancione o rossa. Se i divieti per non vaccinati scatterebbero solo con la zona gialla, però, questo potrebbe voler dire agire troppo tardi e rischiare la chiusura delle attività e nuove restrizioni anche per chi è immunizzato.

La posizione delle Regioni

Il presidente della Conferenza delle Regioni, Massimiliano Fedriga, il super Green Pass lo vedrebbe bene solo dalla zona gialla, ci sono poi alcune regioni come Marche e Abruzzo che non vorrebbero proprio, il Veneto è invece scettico sulla sua applicabilità mentre Lombardia, Liguria, Campania, Toscana e Calabria lo vorrebbero a prescindere dai colori.
Sul tavolo del Governo e strettamente legato al Green pass 2G, c’è anche la questione della validità dei test antigenici.

Si fa sempre più largo l’ipotesi di far scendere i tamponi molecolari da 72 a 48 ore e i rapidi da 48 a 24 ore.

Secondo l’immunologo e membro del Comitato Tecnico Scientifico Sergio Abrignani: “Sappiamo che il test antigenico è meno attendibile di quello molecolare: il 60-65% dell’attendibilità contro il 99%. Significa che un terzo degli infetti non viene intercettato. I dati li conosciamo bene”.
Mentre secondo Walter Ricciardi, consulente del ministro Speranza la variante Delta Plus che ora sta preoccupando è come la varicella e un “positivo è in grado di contagiarne 8-9”.

Vedi anche: Obbligo vaccinale sarà realtà? Governatori divisi sull’alternativa al super green pass

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