Sulle centrali nucleari in Ucraina Aiea lancia l’allarme, paura per Chernobyl

Centrali nucleari in Ucraina: paura per Chernobyl, scatta allarme.

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Centrali nucleari in Ucraina

Mentre continua la guerra in Ucraina, torna la preoccupazione per le centrali nucleari del paese, in particolare Chernobyl. E’ di poche ore fa la notizia che il ministro degli Esteri di Kiev, Dmitry Kuleba, ha annunciato che entro 48 ore si rischiano perdite radioattive dalla centrale dopo i danni provocati in seguito all’offensiva.

Centrali nucleari in Ucraina: paura per Chernobyl, scatta allarme

A far scattare l’allarme è stata Energoatom, l’azienda di Stato ucraina che si occupa della gestione delle centrali nucleari sul territorio, anche se attualmente “nessun impatto critico sulla sicurezza” sembra all’orizzonte. Secondo il ministro degli esteri Kuleba:

“I sistemi di raffreddamento dell’impianto di stoccaggio del combustibile nucleare si fermeranno, rendendo imminenti le perdite di radiazioni. La barbara guerra di Putin mette in pericolo l’intera Europa. Deve fermarsi immediatamente!”

Per questo motivo ha chiesto che la Russia cessi il fuoco per permettere alle unità di riparare la rete elettrica che alimenta la centrale. A mostrare preoccupazione per la situazione difficile che deve affrontare il personale della centrale nucleare è il Direttore generale dell’Aiea, Rafael Mariano Grossi, per questo ha chiesto la rotazione del personale.

Cosa si rischia

La centrale nucleare di Chernobyl nota per il disastro del 1986 contiene reattori dismessi e strutture per rifiuti radioattivi e dallo scorso 24 febbraio è sotto il controllo dei russi. Una preoccupazione aumentata dopo l’attacco del 4 marzo alla centrale di Zaporizhzhya. Il rischio maggiore riguarda la temperatura nelle piscine di raffreddamento che se aumenterà potrebbe portare a formazione di vapore e il rilascio di sostanze radioattive nell’ambiente che il vento potrebbe poi trasportare anche in altri paesi europei.

Nonostante l’ipotesi contaminazione sia remota l’Italia ha aggiornato il piano di sicurezza nucleare, che prevede che se la contaminazione avviene entro i 200 km scatterebbe la profilassi iodica per la popolazione e l’invito a chiudersi in casa, tra i 200 e i 1000 km controlli su frutta e verdura e oltre i 1000 km controlli sui prodotti in arrivo dall’estero.

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