Stato d’emergenza, niente proroga al 31 dicembre: che succede adesso? Polemiche infuocate

Nessuna proroga dello stato d’emergenza al 31 dicembre, si deciderà il 14 luglio: l’ipotesi è il 31 ottobre. Cosa succederà nelle prossime settimane.

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Nessuna proroga dello stato d’emergenza al 31 dicembre, si deciderà il 14 luglio: l’ipotesi è il 31 ottobre. Cosa succederà nelle prossime settimane.

Polemiche infuocate intorno alla decisione del governo di estendere lo stato d’emergenza oltre l’estate: da un lato, ci sono scontri di natura politica, sul fatto che si rischia di concedere troppi poteri all’esecutivo; dall’altro, prendono la parola alcuni scienziati (una minoranza, in verità) che ritengono poco opportuna la proroga.

In un primo momento si era pensato di estendere al 31 dicembre lo stato d’emergenza, procedura necessaria per poter attivare immediatamente norme di contrasto per una eventuale seconda diffusione del Covid-19; dopo un fine settimana di polemiche infuocate, si sta andando verso una possibilità di proroga al 31 ottobre.

Ma cosa succederà nelle prossime settimane?

Proroga stato d’emergenza entro il 31 luglio: si pensa al 31 ottobre, pro e contro

Il punto di partenza, per comprendere la partita che si sta giocando, è il dpcm dell’11 giugno scorso: al momento, il governo ha preso tempo fino al 31 luglio per decidere di una possibile proroga oltre il mese di luglio.

Martedì 14 luglio, infatti, il ministro della Salute Roberto Speranza è pronto a presentare un piano che potrebbe portare all’estensione dello stato d’emergenza fino al 31 ottobre. Questa proroga potrebbe avere effetti negativi: la decisione di un periodo di tempo più breve potrebbe essere presa soprattutto dopo le polemiche del centrodestra e di qualche scienziato, quando si era pensato al 31 dicembre; l’aspetto negativo è quello di rende più incerta la possibilità di interventi a favore di famiglie e imprese, data la tempistica troppo stretta.

Cosa cambia con la proroga al 31 luglio dello stato d’emergenza?

Ma in concreto cosa succede e cosa cambia? Innanzitutto, discoteche, congressi e fiere dovranno sicuramente posticipare la data di riapertura, mentre continua la sospensione per eventi che implicano assembramenti all’interno di spazi chiusi o all’aperto, laddove sia impossibile il rispetto della distanza sociale. Lo stesso discorso vale anche per i luoghi di culto: occorre ancora mettere in campo misure per evitare assembramenti di persone.

Anche per teatri, cinema e auditorium, tutto viene prorogato almeno al 31 luglio: i posti devono essere preassegnati e soprattutto distanziati, con il limite di massimo 1000 persone per spettacoli all’aperto, e 200 persone per spettacoli al chiuso.

Per le attività produttive e commerciali, restano in campo le medesime misure: ingressi dilazionati e distanza di sicurezza.

Infine, prosegue l’obbligo di utilizzazione della mascherina nei luoghi chiusi, compresi i mezzi di trasporto, e la sanzione penale per chi non rispetta la quarantena obbligatoria.

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