Si è chiuso il buco dell’ozono in Antartide dopo aver raggiunto un picco da record

Monitorato per 40 anni, secondo gli esperti è stato tra i più profondi e duraturi

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Monitorato per 40 anni, secondo gli esperti è stato tra i più profondi e duraturi

Gli scienziati della World Meteorological Organization (Wmo) – agenzia meteorologica delle Nazioni Unite – hanno dichiarato che si è “finalmente chiuso” il buco dell’ozono in Antartide. Dopo ben 40 anni. Secondo l’Omm è stato il buco più duraturo e uno dei più grandi e profondi dall’inizio del monitoraggio. Lo stesso buco che l’estate scorsa era cresciuto a dismisura. Aveva raggiunto una dimensione record fra agosto e settembre del 2020, con un picco di circa 24,8 milioni di chilometri quadrati registrato il ​​20 settembre, e un’estensione che dunque copriva gran parte del continente antartico.

 

Si è chiuso il 28 dicembre scorso, dopo una stagione eccezionale a causa delle condizioni meteorologiche naturali e della continua presenza di sostanze che riducono lo strato di ozono nell’atmosfera. “Le ultime due stagioni del buco dell’ozono antartico dimostrano la sua variabilità di anno in anno e migliorano la nostra comprensione dei fattori responsabili della sua formazione, estensione e gravità”, ha spiegato Oksana Tarasova, capo della divisione di ricerca sull’ambiente atmosferico dell’Omm, in un comunicato stampa Per questo, Tarasova auspica un’azione internazionale continua “per applicare il protocollo di Montreal”, siglato nel 1987, che vieta le emissioni di sostanze chimiche che riducono lo strato di ozono.

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