Shopping di Natale Zara, Bershka e altri marchi a rischio sciopero? Ecco i motivi

Shopping di Natale Zara, Bershka e altri marchi a rischio sciopero a causa del mancato accordo con sindacati sul nuovo contratto integrativo aziendale.

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Shopping Natale

Quando arriva questo periodo dell’anno tra Black Friday e shopping di Natale, gli italiani si dedicano agli acquisti. Si fanno regali e ci si concede qualche sfizio complice gli sconti. Quest’anno a mettere già bastoni tra le ruote c’è l’inflazione, che sta mettendo a repentaglio il potere di acquisto delle famiglie. Tutto costa di più, la spesa alimentare, la benzina e persino le bollette. Insomma, il rischio di uno shopping ridotto o di dover spendere meno non è affatto da escludere. Con gli aumenti consistenti, infatti, le famiglie devono prima pensare alle spese necessarie. Gli stipendi non bastano per tanti lavoratori e il rischio di un Natale sottotono non è da scartare a priori. Per i commercianti, già assillati dai rincari delle bollette, quindi, si preannunciar un periodo delicato. Le prossime settimane rappresenteranno proprio la prova del nove.

Shopping di Natale Zara, Bershka e altri marchi a rischio sciopero 

Come scrive Today, oltre al problema dei rincari, a rischio è anche lo shopping nei negozi che fanno parte del gruppo Itx Italia a causa del mancato accordo con sindacati sul nuovo contratto integrativo aziendale. Per questo motivo, i lavoratori di Zara, Zara Home, Stradivarius, Pull&Bear, Oysho, Bershka e Massimo Dutti potrebbero proseguire lo stato di agitazione già iniziato ad agosto.

Si parla di almeno 8 ore di sciopero a livello regionale e territoriale in alcune regioni e altre 8 ore di sciopero a livello nazionale. Il problema è che tutto questo potrebbe accadere proprio nel pieno dello shopping di Natale.

La richiesta dei sindacati e il rischio di serrata

Circa un anno fa, i rappresentati dei lavoratori avevano presentato una proposta per l’aumento dei buoni pasto da 5 a 8 euro e la conferma delle commissioni concordate all’atto delle assunzioni.

A distanza di tempo, l’azienda non ha accettato le proposte. Come hanno sottolineato in una nota congiunta i sindacati Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs – secondo cui la proposta gira intorno al volere aziendale senza considerare i lavoratori.

I sindacati hanno chiesto di non mettere mano alle commissioni e di aggiungere dei premi per i lavoratori. Ma anche ticket a 8 euro e attuare un premio sulla redditività, proprio perché i risultati risultano raggiunti grazie ai lavoratori. L’azienda, inoltre, come sottolineano ancora i sindacati, ha chiarito che non è possibile concedere premi e bonus. Come quello fino a 600 euro per il caro bollette del decreto leggi Aiuti bis. Il motivo va ricercato nel mancato rinnovo del contratto nazionale di lavoro scaduto 3 anni fa. Insomma, sindacati e lavoratori sono sul piede di guerra e per questo il rischio di uno sciopero dello shopping durante le feste non è affatto da sottovalutare.

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