Segnalati 2 farmaci dall’Aifa per gravi effetti collaterali

Ecco i nomi dei due farmaci segnalati dall'Aifa per effetti collaterali gravi.

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Ecco i nomi dei due farmaci segnalati dall'Aifa per effetti collaterali gravi.

L’Agenzia Italiana del Farmaco ha segnalato due farmaci per gravi effetti collaterali ed ha pubblicato due note informative in merito agli effetti collaterali che potrebbero essere riportati qualora si continuino a somministrare tali medicinali. Ecco i dettagli.

La prima nota dell’Aifa

La prima nota diffusa dall’Aifa, ecco il link, riguarda il farmaco “RoActemra” che contiene il principio attivo del tocilizumab. L’Agenzia Italiana del farmaco comunica che nei pazienti trattati con tale farmaco sono stati riportati gravi danni al fegato come l’epatite, l’ittero e l’insufficienza epatica.

In alcuni casi, poi, è stato anche richiesto un trapianto del fegato.

La frequenza dell’epatotossicità grave, però, è considerata rara. L’Aifa comunica poi che qualora i pazienti manifestino sintomi di carattere epatico dovranno immediatamente contattare un medico mentre quelli con indicazioni reumatologiche dovranno controllare ogni quattro-otto settimane per i primi sei mesi i livelli di Alt e di Ast. Poi ogni dodici settimane.

E’ stato inoltre raccomandato di prestare la massima attenzione quando viene iniziato il trattamento nei pazienti con Ast o Alt maggiore di 1,5 volte l’ULN ovvero il limite superiore alla norma. Il trattamento, invece, viene sconsigliato nei pazienti che hanno i livelli di Alt o Ast maggiori di 5 volte l’ULN. Infine, qualora vengano riscontrate delle anomalie nei livelli degli enzimi epatici, allora dovranno essere effettuate delle modifiche della dose di tocilizumab o addirittura la completa sospensione.

La seconda nota dell’Aifa

La seconda nota dell’Aifa, ecco il link, riguarda i pazienti trattati con il “Febuxostat” (inibitore non purinico della xantina ossidasi) in quanto è stato osservato un rischio maggiore di morte cardiovascolare e mortalità. In uno studio clinico di fase IV condotto su pazienti con gotta e con storia clinica di malattia cardiovascolare si è osservato che  essi avevano maggiori possibilità di mortalità per qualsiasi causa e di morte per malattie cardiovascolari nei pazienti che venivano trattati con tale farmaco piuttosto che con l’allopurinolo.

L’Aifa nella nota comunica che il trattamento con il febuxostat nei pazienti con un’anamnesi di malattia cardiovascolare persistente ed importante come ictus, angina instabile e miocardico dovrebbe essere vietato tranne nel caso in cui non vi siano altre opzioni terapeutiche adeguate.

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